• Mosca si ritira da Kherson, l’ordine del ministro della Difesa Shoigu

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    Il ministro della Difesa russo Serghei Shoigu ha ordinato alle truppe di Mosca di ritirarsi dalla città di Kherson. Lo conferma la Tass. La stessa notizia era arrivata nel pomeriggio da fonti ucraine. 

    La decisione è stata presa dopo un rapporto ricevuto dal comandante delle forze russe in Ucraina, generale Surovikin. Quest’ultimo ha detto che dalla regione sono stati evacuati 115 mila civili e ha accusato gli ucraini di avere bombardato scuole, ospedali e gli stessi civili evacuati al di là del fiume Dnepr. Le truppe saranno rischierate proprio sulla riva sinistra del corso d’acqua, per organizzare una nuova linea difensiva. Sulla riva destra del fiume le forze russe rischiavano un isolamento totale e i civili rimasti erano a rischio per le incursioni ucraine, spiega l’agenzia di Mosca Interfax.

    La notizia era stata anticipata dal consigliere dell’amministrazione regionale di Kherson in esilio, Sergii Khlan. “Oggi i russi hanno effettivamente iniziato a far crollare l’intera linea del fronte in direzione della città e hanno iniziato una ritirata di massa. Nella direzione di Berislav, gli occupanti sono scomparsi da un certo numero di località. I soldati russi se ne vanno in massa, ma quando se ne vanno fanno saltare in aria i ponti” aveva riferito a Espreso Tv. In tutto le strutture distrutte nella regione sono cinque: quella di Daryiv e Tyagin, all’uscita da Snigurivka sul canale, successivamente quelli di Novokairy e di Mylovi.

    Proprio mentre venivanoi diffuse le prime voci sull’abbandono della città ucraina, Mosca, tramite la portavoce del ministro degli Esteri Maria Zakharova, aveva dichiarato di essere aperta ai negoziati sulla base della “attuale situazione”, ma di non trovare disponibilità al dialogo da Kiev. I vertici ucraini però non sono dello stesso avviso. “Il Cremlino è esausto. Le risorse della Russia stanno raggiungendo i loro limiti. Da qui le isteriche richieste di pausa (“trattative”). Da qui la visita di Patrushev a Teheran: alla ricerca di un modo per continuare la guerra, ottenere missili/droni, superare l’esaurimento dei suoi missili”, ha scritto su Twitter il consigliere del presidente ucraino Mykhailo Podolyak, sottolineando che “è il momento ideale per raddoppiare gli aiuti all’Ucraina”.

    Intanto si sta provando ad aprire un canale di dialogo con gli Stati Uniti. Ieri il consigliere per la sicurezza nazionale, Jake Sullivan, ha ribadito che la Casa Bianca tiene aperte le linee di comunicazione con la Russia per scongiurare la possibilità di una catastrofe nucleare. “Lo abbiamo fatto quando è stato necessario chiarire potenziali malintesi e cercare di ridurre i rischi e ridurre la possibilità di catastrofi come il potenziale uso di armi nucleari”, ha detto  in un evento all’Economic Club di New York, dopo l’esclusiva del Wall Street Journal che aveva rivelato di colloqui tra il funzionario di Washington e i consiglieri per la sicurezza di Vladimir Putin.

    Gli Usa e la Russia dovrebbero tornare ad incontrarsi “presto” nell’ambito della commissione bilaterale per il controllo dell’applicazione del trattato New Start per la riduzione degli armamenti nucleari, che scade nel 2026, ha detto Zakharova. Si tratterebbe della prima riunione dopo l’avvio dell’operazione militare di Mosca in Ucraina. 

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