Mostre: ‘Fronte e retro’ completa il progetto di Italo Zuffi

Mag 10, 2022

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    (ANSA) – BOLOGNA, 10 MAG – In occasione di ‘Art City Bologna
    2022′, Banca di Bologna presenta a Palazzo De’ Toschi ‘Fronte e
    retro’, mostra personale di Italo Zuffi (Imola, 1969) che
    completa il progetto espositivo inaugurato lo scorso gennaio al
    MAMbo-Museo d’Arte Moderna. La mostra, in programma dal 12 al 29
    maggio, a cura di Lorenzo Balbi e Davide Ferri, si colloca in
    continuità con quella in corso al MAMbo fino al 15 maggio, a
    costituire un unico progetto articolato in due spazi: la prima
    parte getta uno sguardo retrospettivo sul lavoro di Zuffi
    (attraverso uno spettro di opere compreso tra la metà degli anni
    Novanta e il 2020), a Palazzo De’ Toschi una serie di nuove
    produzioni tocca invece alcuni degli aspetti nodali della sua
    ricerca più recente.
        ‘Fronte e retro’, con una serie di nuove opere realizzate
    appositamente e in risposta alle caratteristiche dello spazio
    espositivo, si concentra soprattutto sulla pratica scultorea,
    configurata come fedele riproduzione di una forma e messa in
    discussione della stessa, attraverso intrusioni e
    frammentazioni. Questa seconda mostra, inoltre, evidenzia uno
    degli aspetti fondamentali della ricerca di Zuffi degli ultimi
    anni: quello dell’indagine attorno alla parola, usata sia in
    forma poetica sia come elemento da cui si genera la forma
    scultorea. L’allestimento ha uno dei suoi baricentri nel dialogo
    tra due opere: ‘Civilizzarsi’, lavoro che si sviluppa a partire
    dalla parola, usata come strumento di descrizione di azioni
    semplici e quotidiane, che generano processi di azione, reazione
    e sintesi; e una nuova versione de ‘Gli ignari’, una serie di
    nature morte in ceramica accompagnate dal suono prodotto da un
    affastellamento di fischi, in questo caso reinterpretato in
    un’inedita partitura. In uno spazio adiacente al salone
    principale verrà presentato un terzo lavoro installativo come
    ulteriore momento di riflessione sulla scultura. (ANSA).
       


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