• Mr.Rain, la depressione? Nessuno si salva da solo

    Condividi l'articolo

    Il festival di Sanremo non deve fare sempre e solo rima con cuore e amore. Ne è convinto Mr.Rain – artista multiplatino con all’attivo oltre 700 milioni di streaming, 13 dischi di platino e 5 oro -, che per la sua prima volta all’Ariston porta un brano, Supereroi, che prova a superare i tabù, quelli legati al lato oscuro della vita, alla depressione. Alla sua, in particolare. “Ho passato un periodo molto cupo, durante il quale mi sono chiuso in me stesso. Nel 2020, complice anche il lockdown che poi mi ha aiutato a ridisegnare le priorità, non uscivo più, non parlavo più con nessuno – racconta il 31enne autore di hit come Fiori di Chernobyl e Meteoriti -. Fino a quando, un po’ troppo tardi, ho capito che non possiamo salvarci da soli e ho chiesto aiuto. Prima mi sembrava di essere l’unico a soffrire, poi ho capito che siamo tantissimi. E ho anche fatto pace con me stesso”. E i Supereroi sono proprio tutti quelli che trovano la forza e il coraggio di farsi aiutare. “Nei momenti di difficoltà veniamo incoraggiati ad essere forti, ma essere forti non è una scelta. Chiedere aiuto invece è qualcosa che solo noi possiamo decidere di fare ed è proprio questo che ci rende tutti Supereroi”. Anche se Mr.Rain un supereroe del cuore lo ha: “Mia madre Francy, che ha cresciuto me e le mie sorelle e mi ha insegnato a sbagliare e a fare la cosa giusta. Le devo molto”. La scelta di portare proprio all’Ariston un brano così intimo e delicato non è casuale. E nelle intenzioni vuole anche segnare un prima e un dopo nella carriera di Mr.Rain, “un momento di rottura dal quale rinascere”. “Da quando ho iniziato a fare musica il mio sogno è essere al festival e ora quel sogno lo sto vivendo. Ci ho provato tante volte in passato, ma niente succede per caso. Credo nel destino e questo è il pezzo giusto al momento giusto. Sto portando la mia vita, la mia rinascita e quello che sono oggi, ma è anche un modo per dare una mano agli altri, a chi vive situazioni come la mia. Non mi sento vulnerabile, anzi la mia storia è la mia armatura”. La parola depressione Mr.Rain (Mattia Balardi all’anagrafe, di Desenzano del Garda, “dopo un lungo percorso sono riuscito a fondere persona e personaggio, senza nascondermi dietro una maschera”) la pronuncia poco, “non perché mi faccia paura, la prima volta che ho incontrato uno psicologo andavo alle elementari, ma perché quando parlo di me sono un disastro e mi emoziono. Fatico a esternare quello che provo, lo riesco a fare solo scrivendo canzoni”. E Supereroi, scritta con Federica Abbate e Lorenzo Vizzini (“il mio dream team”), “può piacere o no, ma è fondamentale portare questo argomento a Sanremo. Tutti abbiamo vissuto un momento critico, in cui ci siamo sentiti soli”. A Sanremo tiferà per Ultimo, ma esprime stima anche per Marco Mengoni, Lazza, Elodie, Articolo 31. “In realtà faccio il tifo per tutti. Non la vedo come gara, ma come una manifestazione per portare le nostre vite nelle case di tutti. Non soffro la classifica, a preme arrivare al cuore della gente”, aggiunge ancora Mr.Rain secondo il quale Amadeus negli ultimi anni ha fatto “un lavoro gigante sul festival, facendo appassionare anche i più giovani”. In cantiere nessun album al momento (“scrivendo solo nei giorni di pioggia – racconta Mr.Rain che ha scelto il suo nome d’arte non a caso – ultimamente non ho scritto molto. Del resto ogni cosa ha il suo tempo”) ma un tour dalla primavera nei club italiani. Queste le date: 6 aprile Firenze, 14 aprile Bari, 19 aprile Padova, 26 aprile Venaria (TO), 3 maggio Milano, 27 giugno Roma.


    Fonte originale: Leggi ora la fonte