Musica: Le Vie dell’Amicizia di Muti a Lourdes e Loreto

Mag 12, 2022

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    (ANSA) – RAVENNA, 12 MAG – Da Sarajevo a New York, da
    Gerusalemme a Teheran, ma anche Beirut, Mosca, Damasco, Nairobi,
    Redipuglia, Kiev, Erevan: da 25 anni Ravenna Festival e Riccardo
    Muti portano la musica in luoghi simbolo della storia antica e
    contemporanea con il concerto dedicato alle Vie dell’Amicizia.
        Le tappe di quest’anno, lunedì 11 e giovedì 14 luglio,
    riguardano i santuari mariani di Lourdes e di Loreto dove il
    maestro dirigerà la sua Orchestra Giovanile “Luigi Cherubini” e
    un Coro misto di artisti italiani e ucraini in un ricco
    programma che comprende il Magnificat di Vivaldi , il Concerto
    N. 1 per corno e orchestra di Mozart , lo Stabat Mater e il Te
    Deum di Verdi, un salmo ortodosso, canti in basco e occitano,
    per chiudere con l’Ave verum corpus mozartiano.
        Così ai molti volti della sofferenza, di chi fugge un
    conflitto, chi vive con una disabilità o affronta la malattia o
    piange i propri cari, risponde un intreccio di voci, culture e
    spiritualità che trova unità nell’invocazione alla Madre,
    immagine di tutte le madri. Perché, come scriveva in “Supplica a
    mia madre” Pasolini, a cui è dedicata la XXXIII edizione di
    Ravenna Festival, “Tu sei la sola al mondo che sa, del mio
    cuore, ciò che è stato sempre, prima d’ogni altro amore”.
        “Venticinque anni fa rispondemmo alla chiamata di Sarajevo,
    dilaniata da una guerra fratricida. – Ricorda Riccardo Muti –
    Quel concerto è stato il primo dei ponti di fratellanza che
    abbiamo costruito, un pellegrinaggio che negli anni ha raggiunto
    molti luoghi. Oggi la pandemia ci ha reso forse ancor più
    consapevoli della nostra fragilità, dell’universalità
    dell’esperienza del dolore. Ma la sofferenza non è il solo
    linguaggio che non conosce confini. Mentre divampa un nuovo,
    lacerante conflitto, – aggiunge il maestro – è la musica, capace
    di superare tutte le diversità di cultura, lingua, religione, a
    farsi ambasciatrice del nostro messaggio di pace e solidarietà.
        Per suggellare i concerti nei santuari dove da secoli accorre
    un’umanità ferita in cerca di conforto, ho scelto l’Ave verum
    corpus di Mozart, in cui risuona il dolore del mondo ma anche
    tutta la speranza di cui l’Uomo è capace”. (ANSA).
       


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