Nadef, Draghi: ‘Quadro di gran lunga migliore di come pensavamo’

Set 29, 2021

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    “Il quadro economico è di gran lunga migliore di quello che noi stessi pensavamo potesse essere cinque mesi fa”. Lo dice il premier Mario Draghi in conferenza stampa. “Abbiamo approvato la nota di aggiornamento al Def che contiene le previsioni del governo sull’andamento dell’economia e della finanza pubblica. Ringrazio Franco con il suo staff e i collaboratori per tutto il lavoro fatto nel corso di quest’anno: ci sono state già tre leggi di bilancio. Un lavoro straordinario”.

    La Nota di aggiornamento al Documento di economia a finanza

    “La situazione sanitaria ed economica è nettamente migliorata negli ultimi mesi. Nel nostro Paese, ciò è avvenuto grazie a misure preventive ben calibrate, al grande sforzo del personale sanitario, alla consapevole disciplina dimostrata dai cittadini, alle misure di sostegno economico attuate dal Governo e, in misura crescente, all’avanzamento della campagna di vaccinazione contro il Covid-19”, si legge nella premessa alla Nota di aggiornamento al Documento di economia a finanza, firmata dal ministro dell’Economia Daniele Franco.

    Nel 2021 il Pil si attesterà a +6% e nel 2022 segnerà un +4,7% programmatico. E’ quanto si legge nella bozza della Nadef sul tavolo del Consigli dei Ministri. Nel documento si prevede quindi che gli interventi in programma per il prossimo anno spingeranno la crescita di mezzo punto percentuale: si parte infatti da +4,2% tendenziale. Nello scenario programmatico la crescita del Pil sarà poi del 2,8 per cento nel 2023 e 1,9 per cento nel 2024.

    “Il più alto livello di Pil e il minor deficit fanno anche sì che il rapporto tra debito pubblico e prodotto non salga ulteriormente quest’anno, come previsto nel Def, ma scenda invece al 153,5 per cento, dal 155,6 per cento nel 2020”. Lo si legge nella bozza della nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza, che l’ANSA ha potuto visionare, con le previsioni economiche per il 2021.

    “Gli interventi di politica fiscale che il governo intende adottare determinano un rafforzamento della dinamica espansiva del Pil nell’anno in corso e nel successivo. Rilevano in particolare la conferma delle politiche invariate e il rinnovo di interventi in favore delle Pmi e per la promozione dell’efficientamento energetico e dell’innovazione. Si avvia inoltre la prima fase della riforma dell’Irpef e degli ammortizzatori sociali e si prevede che l’assegno unico universale per i figli sia messo a regime”.

    “Ipotizzando che il grado di restrizione delle attività economiche e sociali legato al Covid-19 si vada via via riducendo, l’intonazione della politica di bilancio resterà espansiva fino a quando il Pil e l’occupazione avranno recuperato non solo la caduta, ma anche la mancata crescita rispetto al livello del 2019. Si può prevedere che tali condizioni saranno soddisfatte dal 2024 in avanti”, si legge ancora nella bozza della Nadef in cui si precisa che “a partire dal 2024, la politica di bilancio mirerà a ridurre il deficit strutturale e a ricondurre il rapporto debito/PIL intorno al livello precrisi entro il 2030”.

    “Avremo probabilmente effettivamente un tasso di crescita anche più alto del 6%” quest’anno e “di quello cautelativamente previsto dal ministro Franco del 4,5% verso il 5%. Quindi in due anni, con il 6-6,5% e 5%, recuperemo tutto quello che abbiamo perso nel 2020 e ci avvieremo verso il completamento del Pnrr in maniera stabile e sicura, con una crescita rafforzata”. Così il ministro della Pa, Renato Brunetta, a margine dell’assemblea di Confcommercio. “Questo – aggiunge – è il merito di Draghi, del suo governo”.

    “Molto positivo il prolungamento di misure adottate al MiSE nel corso del 2020 come il Superbonus 110%, Transizione 4.0 e il potenziamento del Fondo Centrale di Garanzia per le PMI. Sono state tre riforme targate Movimento 5 Stelle che sono state accolte con entusiasmo dal mondo dell’impresa e che segnano una base su cui puntare per stabilizzare la crescita del Paese”, scrive su Fb il ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli doop che il Consiglio dei ministri ha dato il via libera alla Nadef.

    L’occupazione cresce nel 2021 del 6,5%, mentre nel 2020 era crollata del 10,3%. Le stime sul lavoro sono contenute nella bozza della Nadef, approvata dal Consiglio di ministri. Il tasso di disoccupazione è del 9,6% nel 2021, rispetto al 9,3% del 2020.

    Una ripresa prolungata dell’inflazione potrebbe costituire un rischio per la crescita. I recenti rincari legati all’aumento dei prodotti energetici “potrebbero persistere per un periodo più lungo di quanto attualmente scontato dai futures su petrolio e gas”, si legge nella Nadef. Se così fosse, l’inflazione più alta “ridurrebbe il potere d’acquisto delle famiglie e farebbe rallentare la ripresa” e su un orizzonte più lungo potrebbe innescare un rialzo dei salari con “conseguente persistenza dell’impulso inflazionistico”. L’aspettativa di una risposta delle banche centrali potrebbe a quel punto causare tensioni nei mercati finanziari.

    Il debito pubblico italiano continuerà a scendere anche nei prossimi anni, dopo il calo al 153,5 per cento di quest’anno, scendendo nel 2022 al di sotto del 150%. Secondo i dati contenuti nella bozza della Nadef, il debito diminuirà al 149,4% del Pil il prossimo anno, al 147,6% nel 2023 e al 146,1% nel 2024. Uno degli obiettivi, si legge nell’introduzione del ministro dell’Economia, è di “ricondurre il rapporto debito/Pil al livello precrisi (134,3 per cento) entro il 2030”.

    Il deficit torna sotto il 10%, riducendo il livello rispetto alle previsioni di primavera. L’indebitamento netto nel 2021 si attesterà al 9,4% (dall’11,8 stimato nel Def). Nel 2022 il deficit sarà al 5,6%, per scendere al 3,9% nel 2023 e avvicinarsi al 3% nel 2024 (3,3%).

    Lo spazio di manovra per il 2022 aperto dalla differenza tra deficit tendenziale e programmatico ammonta a circa 22 miliardi.  Il deficit programmatico è infatti fissato al 5,6% del Pil e il tendenziale al 4,4%. La differenza pari a 1,2 punti si traduce in risorse comprese tra i 21 e i 22 miliardi.

    “L’obiettivo del governo è la crescita” e “la nota di aggiornamento porta notizie positive sulla ripresa economica in corso, sugli effetti che questa genere e genererà sui dati di finanza pubblica”, ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, nel suo intervento all’assemblea di Confcommercio, sottolineando che “il Presidente del Consiglio con la sua consueta saggezza ha detto che dovremmo concentrare questo tipo di interventi su tutto ciò che produce crescita”.

    “Asili nido per il 33% dei bambini in ogni Comune; un assistente sociale ogni 6.500 abitanti; potenziamento del servizio di trasporto per gli studenti disabili: i Livelli essenziali di prestazione (Lep) sono incardinati nel documento-base della prossima manovra. Finalmente dopo vent’anni si affronta il divario di cittadinanza tra Nord e Sud, metropoli e aree interne, e si dà applicazione alla norma costituzionale sui Lep”, ha commentato così il ministro per il Sud e la Coesione territoriale Mara Carfagna l’inserimento nella Nadef di obiettivi per tutti i Comuni su asili nido, assistenti sociali e trasporto scolastico per i disabili.

    Il Pil italiano tornerà ai livelli precedenti la crisi Covid, quelli del quarto trimestre del 2019, nel secondo trimestre del 2022. La previsione anticipa di un trimestre quella contenuta nel Def di aprile.

    “L’obiettivo che il governo si è dato di vaccinare l’80% della popolazione sopra ai 12 anni con doppia dose sarà conseguito nei prossimi giorni; oltre l’83% degli italiani over 12 ha già ricevuto almeno una dose vaccinale e a più del 6% è già stata somministrata una terza inoculazione di richiamo. A inizio estate si è assistito ad una ripresa dei contagi da Covid-19, anche per via della diffusione della variante Delta, più contagiosa. Tuttavia, a settembre la ‘quarta ondata’ dell’epidemia ha rallentato, e gli ultimi dati indicano meno di 40 contagi alla settimana per 100 mila abitanti”, si legge nell’introduzione alla Nadef.

    “Le entrate derivanti dalla revisione delle imposte ambientali e dei sussidi ambientalmente dannosi andranno utilizzate per ridurre altri oneri a carico dei settori produttivi”. Le “Le risorse di bilancio verranno crescentemente indirizzate verso gli investimenti e le spese per ricerca, innovazione e istruzione”.

    “Tra le riforme abilitanti del Pnrr il Governo si è impegnato a presentare, con cadenza annuale, la legge per la concorrenza. Quella per l’anno 2021, verrà presentata al Parlamento entro fine anno e approvata definitivamente nel 2022”.

    “Con la prossima Legge di Bilancio 2022-2024 sarà rafforzato il sistema sanitario nazionale, al fine di migliorare l’accesso alle cure e incoraggiare la prevenzione. Risorse aggiuntive saranno destinate ai rinnovi dei contratti pubblici e al rifinanziamento delle politiche invariate non coperte dalla legislazione vigente, tra cui missioni di pace, taluni fondi di investimento e il rinnovo di alcune politiche in scadenza”.


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