Natale:Confcooperative,2,2 miliardi per cenone ma più divari

Dic 23, 2021

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    (ANSA) – ROMA, 23 DIC – Per il cenone di Natale gli italiani
    spenderanno 2,2 miliardi: 100 milioni in più dello scorso anno,
    ma 500 milioni meno del Natale pre Covid, registrando un -20%
    rispetto agli anni della normalità pre pandemia. Salgono dell’8%
    le tredicesime, dai 41 miliardi del 2020 ai 44 di quest’anno
    grazie al recupero parziale dell’occupazione e al minor impatto
    della CIG sui redditi. Aumentano le spese personali e i
    risparmi, ma si allarga la forbice tra chi può spendere e
    risparmiare e chi scivola in povertà: l’esercito tra poveri
    assoluti e relativi conta circa 10 milioni di persone tra le
    proprie fila. E’ questa in estrema sintesi la fotografia
    scattata da un’indagine condotta dal Centro studi di
    Confcooperative.
        “Paese segnato da egoismo, timore e sconsideratezza”, dice
    Confcooperative con 2 italiani su 5 utilizzano poco, male o per
    nulla mascherine e gel sanificanti e 1 su 5 non teme gli
    assembramenti.
        In dettaglio per la spesa a tavola le bollicine italiane,
    preferite a quelle d’oltralpe, si confermano le immancabili
    superstar dei cenoni con poco meno di 58 milioni di tappi pronti
    a saltare da bottiglie di spumante e prosecco Made in Italy. Per
    il menù di Natale, in pole position vongole e frutti di mare per
    i primi piatti (95 milioni di euro); pesce per i secondi piatti
    (340 milioni di euro); carne, salumi e uova (405 milioni di
    euro); vini, spumanti e prosecchi (365 milioni di euro); frutta,
    verdura e ortaggi (335 milioni di euro). Pasta, pane, farina e
    olio (210 milioni di euro). Non mancherà il tagliere dei
    formaggi freschi e stagionati italiani (100 milioni). Chiuderà
    il paniere il ricco carrello dei dolci composto da panettone e
    pandoro in primis, oltre alle tantissime specialità dolciarie
    regionali (345 milioni di euro).
        Per Natale in viaggio 1 italiano su 4. Tra le destinazioni
    vincono montagna e agriturismo, seguono le città d’arte e le
    destinazioni termali. Mentre una fetta considerevole partirà per
    raggiungere dei parenti. (ANSA).
       


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