Navalny, docu sul più coraggioso oppositore di Putin

Mag 7, 2022

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    (di Gina Di Meo) (ANSA) – ROMA, 07 MAG – Avvocato, attivista, politico,
    fondatore del partito Russia del Futuro e della Fondazione
    Anti-corruzione Alexei Navalny , è da tempo un coraggioso
    oppositore di Putin e per questo detenuto in Russia. Un
    documentario, diretto da Daniel Roher ne ripercorre la storia e
    racconta il tentato omicidio con l’avvelenamento nell’agosto del
    2020.
        Il film è ancor più di presagio e attualità alla luce
    dell’invasione russa in Ucraina. Presentato in anteprima
    mondiale al Sundance Film Festival dove ha vinto due premi,
    arriva in simultanea in sala e su IWonderfull.it, la piattaforma
    streaming di I Wonder Pictures in collaborazione con
    MYMovies.it, il 10 maggio dopo l’uscita nel Regno Unito e in
    oltre 800 sale negli Stati Uniti. Nonostante si conosca il finale, il film ha ritmo thriller
    seguendo la vicenda di Navalny. Nell’agosto del 2020 un aereo in
    volo dalla Siberia a Mosca e’ costretto ad un atterraggio di
    emergenza a Omsk perche’ un passeggero si sente male. Quel
    passeggero era Navalny, il leader dell’opposizione russa, un
    uomo che si temeva sarebbe stato ucciso per le sue denunce
    contro il presidente russo Vladimir Putin. La moglie Julia e i
    suoi colleghi, convinti che Navalny sia stato avvelenato e
    terrorizzati da cio’ che gli potrebbe accadere in un ospedale
    della Siberia, si precipitano a Omsk nel tentativo di portarlo
    in Germania. Una volta trasportato li’, le autorita’ tedesche
    confermano l’ipotesi dell’avvelenamento, affermando che le
    analisi su Navalny avevano rivelato la presenza del Novichok,
    agente nervino gia’ utilizzato per avvelenare l’ex spia Sergej
    Skripal nel 2018. ‘Navalny’ si svolge con il ritmo di un thriller mentre segue
    l’oppositore nella sua ricerca per identificare gli uomini che
    lo hanno avvelenato. Girato in tempo reale in una cittadina
    tedesca dove si trasferisce per la sua riabilitazione una volta
    uscito dall’ospedale, il film coinvolge anche il giornalista
    investigativo Christo Grozev di Bellingcat e altri membri del
    suo staff. Dal film emerge anche il ritratto di un uomo e di uno
    straordinario stratega della comunicazione che con l’aiuto dei
    suoi collaboratori riesce ad orchestrare una telefonata ad uno
    degli agenti del Servizio federale per la sicurezza della
    Federazione russa (SFB) in cui si ammette l’avvelenamento. Ma la
    gioia per la vittoria dura poco perche’ Navalny verra’ arrestato il 17 gennaio del 2021 dopo la sua decisione di
    tornare in Russia, con l’accusa mai provata di appropriazione
    indebita. Navalny è in carcere da quel giorno, condannato a
    scontare una pena di due anni e otto mesi, dallo scorso 23 marzo
    diventata di nove anni. Dalla prigione è uscito solo in seguito
    al suo prolungato sciopero della fame, salvo essere nuovamente
    incarcerato dopo essere curato. Il film ricostruisce
    l’indagine che ha portato alla verità rispetto all’accaduto.
        Alexei Navalny nel corso degli anni ha svelato molte verità
    scomode attorno al governo russo e ai potenti oligarchi che lo
    compongono e lo sostengono, non ultima la rete di corruzione e
    l’enorme giro di denaro e potere attorno a queste figure, a
    partire da Vladimir Putin.
        “Saro’ un specie di martire fino alla fine dei miei
    giorni”, dice all’inizio del film. E un latente senso di
    tristezza per la sua sorte traspare durante l’intero
    svolgimento. La morte e’ sempre in agguato. “Nella migliore
    delle ipotesi – ha detto il regista al Sundance – vorrei che
    questo film portasse alla scarcerazione di Navalny. Voglio che
    ogni essere umano sulla terra conosca il nome Alexei Navalny.
        Voglio che questo nome sia associato all’ingiustizia grottesca
    che viene perpetrata in Russia contro un uomo che e’ sopravvissuto ad un tentativo di omicidio e poi arrestato.
        Voglio che ci sia indignazione a livello mondiale per la sua
    detenzione e voglio anche si smetta di fare affari con la
    Russia”. (ANSA).
       


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