Network documenti falsi, 4 arresti e perquisizioni Polizia

Giu 23, 2022

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    (ANSA) – NAPOLI, 23 GIU – Quattro arresti e settanta
    perquisizioni in tutta Italia in una indagine, nata dopo gli
    accertamenti sull’attentato di Berlino ai mercatini di Natale
    del dicembre 2016, che ha preso avvio dall’analisi del circuito
    di conoscenze e relazioni del terrorista Anis Amri. L’indagine
    ha permesso di disarticolare un sodalizio criminoso che, negli
    ultimi anni, ha supportato la produzione ed il recapito di
    documenti italiani falsi a stranieri clandestini, di cui lo
    stesso Amri era stato beneficiario. Nelle prime ore della
    mattinata la Polizia di Stato ha dato esecuzione a 4 misure
    cautelari emesse dal Giudice per le Indagini Preliminari di
    Napoli. Nell’indagine coordinata dalla DDA di Napoli, gli agenti
    della Digos della Questura di Roma e della Direzione Centrale
    della Polizia di Prevenzione, coadiuvati dalle Digos delle
    questure di Napoli e Caserta, hanno eseguito l’ordinanza di
    custodia cautelare che dispone il carcere per tre persone, un
    senegalese, un guineano ed un ghanese, e gli arresti domiciliari
    per un quarto straniero del centro Africa, facenti parte di una
    filiera dedita al falso documentale operante nelle province di
    Napoli e Caserta. Uno dei quattro destinatari della misura
    cautelare, grazie alla collaborazione dell’Autorità Giudiziaria
    e della Polizia olandese, è stato rintracciato nella notte a
    Rotterdam ed arrestato in virtu’ di un mandato di arresto
    europeo richiesto dalla Direzione Distrettuale Antimafia di
    Napoli. Concorso in contraffazione, riciclaggio di documenti di
    identità italiani, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina
    e ricettazione sono i reati contestati agli arrestati dall’A.G.
        partenopea. Nel mirino degli investigatori anche altre 70
    persone, in gran parte di nazionalità tunisina e centro
    africana, residenti in tutto il territorio nazionale, sottoposte
    a perquisizione, dalle Digos territorialmente competenti,
    essendo emerse a vario titolo nelle attività riconducibili
    all’organizzazione criminale oggetto dell’indagine. Inoltre
    l’attività si è concentrata su due tipografie di Napoli,
    individuate quali centri di produzione dei documenti
    contraffatti, e su un money transfert utilizzato per operazioni
    finanziarie sospette. (ANSA).
       


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