“Niente aumento dell’assegno”: la beffa per gli invalidi

Nov 11, 2021

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    Nessun aumento per le persone con invalidità. In una Legge di Bilancio da 30 miliardi di euro, infatti, non è stato reperito nemmeno un centesimo per l’incremento degli assegni che a fine mese vengono erogati agli invalidi. E dire che per dare un segnale, un’aggiunta di un centinaio di euro, sarebbe bastata una somma inferiore al miliardo di euro, circa 600 milioni. Invece, al momento, non risulta alcun investimento.

    Un problema che riguarda, ancora, gli invalidi totali, quelli al 100%, che almeno in passato hanno ricevuto un miglioramento. Perciò la scarsa attenzione del governo impatta in maniera pesante gli invalidi parziali, definizione che include le persone a cui è stata riconosciuta invalidità tra il 74% e il 99%. Loro sono costretti a vivere ancora con un assegno che si ferma 287 mensili.

    L’impegno a colpi di emendamenti

    Non serve un Nobel per capire che si tratta di una cifra inadeguata a garantire un regime di vita dignitoso, visto che spesso si parla di chi è impossibilitato a lavorare, sia per questioni fisiche oltre che per la difficoltà a trovare un’occupazione stabile. La richiesta, partita dal senatore dell’Udc, Antonio Saccone, è quella di aumentare la cifra tra gli 80 e i 100 euro mensili.

    Un modo per dare un minimo di respiro, dimostrando attenzione alle istanze di chi è in difficoltà. E per questo motivo sono stati predisposti gli emendamenti da votare subito in commissione Bilancio al Senato, appena inizierà l’esame del provvedimento. “Sto facendo questa battaglia e anche la Lega si sta impegnando con la ministra Erika Stefani, perché venga adeguato l’assegno di invalidità dal 74 al 99%”, spiega a IlGiornale.it Antonio Saccone, che rivolge l’appello al ministro del Lavoro e delle politiche sociali, Andrea Orlando.

    La diversità con gli invalidi totali

    Gli invalidi al 100% (gli unici a poter disporre dell’accompagnamento, che non spetta altri invalidi parziali) hanno almeno ricevuto un aumento con il decreto Agosto del 2020. Il provvedimento ha portato la somma dagli 287 euro a 650 euro al mese, grazie all’emendamento che fu spinto da Fratelli d’Italia con in testa il capogruppo alla Camera, Francesco Lollobrigida e la leader del partito, Giorgia Meloni. Il testo fu poi sottoscritto e approvato all’unanimità dalle forze politiche.

    Un passaggio in Parlamento che nei fatti anticipò il dispositivo della sentenza della Corte costituzionale. La Consulta aveva in precedenza annunciato la necessità di intervenire in materia di pensioni di invalidità. Una scossa al legislatore, raccolta però solo in parte. L’intervento ha riguardato solo gli invalidi al 100%, senza riguardo per gli altri, benché sia evidente che un invalido al 99% viva una condizione simile a un invalido totale.

    Spiega Saccone: “L’ideale sarebbe il raddoppio dell’assegno, ma bisogna fare i conti con la realtà. Resta l’atto di insensibilità ingiustificata, da parte del governo, visto che sul tavolo c’è una Legga di Bilancio di oltre 30 miliardi di euro”. E il senatore dell’Udc indica anche dove poter reperire le risorse: “L’aggravante deriva dai continui scandali dallo sperpero dei fondi destinati al Reddito di cittadinanza, che si basava sugli obiettivi delle politiche attive e sull’inclusione sociale. Ed entrambi sono falliti”. Da qui l’idea: “Togliere anche solo un 10 per cento delle risorse date al Rdc per spostarli sulle pensioni di invalidità. Non è vero che la coperta è corta, i fondi si possono reperire”. E la battaglia è solo all’inizio.


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