“No a Di Maio. E la dote…”. Calenda e Letta già litigano

Lug 31, 2022

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Porte chiuse a Di Maio, Fratoianni e Bonelli e nessuna volontà di creare la cosiddetta “dote” per i diciottenni: senza troppi giri di parole, ma anche senza mai nominarlo direttamente, Carlo Calenda replica sui social al segretario dem Enrico Letta, impegnatissimo in questi giorni a raccattare elementi da aggregare al Pd per la campagna elettorale.

“Discutiamo di quello che volete”, scrive infatti l’europarlamentare sul proprio profilo Twitter, “ma agli elettori di Azione non possiamo chiedere di votare Di Maio, Bonelli (anti Ilva, termovalorizzatori e rigassificatori) e Fratoianni (che ha votato 55 volte la sfiducia a Draghi), nei collegi uninominali”.

No a Di Maio e al M5S

Il leader di Azione, peraltro, rivela in un successivo tweet di aver già presentato un’agenda di Governo con + Europa, non condivisa integralmente né da Fratoianni né da Bonelli. “Di Maio”, affonda ancora Calenda nello stesso post,“è la principale ragione per cui abbiamo specificato che ci impegniamo a candidare a posti di governo solo persone con solide competenze”. “Non si batte la destra senza costruire una prospettiva di Governo”, aggiunge sui social l’ex dem, “non si costruisce una prospettiva di governo se non si condividono dei contenuti. La stagione del ‘tutti contro’ è finita perché ha dimostrato di essere fallimentare”.

Ciò non significa, tuttavia, ci tiene a specificare il leader di Azione, spalancare le porte a tutti, men che meno ai CinqueStelle.“Gli elettori chiedono coerenza e serietà. Queste elezioni si possono vincere se, come ha fatto Draghi nel suo discorso al Senato, si è in grado di dire dei sì e dei no e indicare una rotta precisa”, spiega Calenda, “Basta aperture ai 5S, basta raccattarsi i 5S. Chiarezza di contenuti e coraggio”.

Niente “dote”

Nel programma da portare avanti per contrastare il centrodestra, tuttavia, non può trovare posto la “dote” ai diciottenni, uno dei cavalli di battaglia del Pd di Enrico Letta. Il segretario dem, infatti, ha ribadito ancora una volta la sua volontà anche nel corso di un’intervista concessa ieri al Tg2 Post. “Ai diciottenni non serve una dote ma un’istruzione di qualità e meno tasse sul lavoro”, replica Calenda, riferendosi proprio a suddetta proposta. “Azione aveva proposto di concentrare il taglio dello scorso anno sui ragazzi fino a 30 anni. Nessuno, dicasi nessuno, lo ha votato. #ItaliasulSerio”.


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