“No a tutte le patrimoniali. Sì alla crescita con la flat tax”

Ago 2, 2022

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Il Fondo Monetario InternazionaIe nel suo consueto rapporto sull’Italia ha ribadito la necessità di tenere i conti in ordine con la leva fiscale, razionalizzare le spese del reddito di cittadinanza ed evitare pensionamenti anticipati. Ne abbiamo parlato con il coordinatore nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani, visto che questi temi sono sempre più centrali nella campagna elettorale.

Onorevole Tajani, il Fondo Monetario Internazionale è preoccupato della sostenibilità dei conti e chiede una riforma del catasto sulla base dell’aggiornamento dei valori a quelli di mercato.
«Non è il Fondo Monetario Internazionale a decidere la nostra politica, non è mica l’Unione europea con cui ci dobbiamo confrontare».

I vostri avversari rilanceranno sicuramente queste proposte.
«Un conto sono gli introiti della riforma del catasto che fa emergere gli immobili fantasma e da lì arriveranno diversi miliardi in virtù delle decine di migliaia di edifici da accatastare. L’Italia è un Paese basato sull’economia reale che non può essere assimilato agli Usa».

Come potrebbero aumentare gli introiti per le casse dello Stato?
«L’inflazione fa aumentare il gettito Iva. Ci sarà la web tax a cui l’Italia è obbligata dalla normativa europea. Su 1.000 miliardi di cartelle fiscali giacenti, almeno 50-60-70 miliardi possono essere esigibili. La flat tax comporterà sicuramente una riduzione dell’evasione fiscale nel nostro Paese. Questi sono elementi che portano più soldi nelle casse dello Stato. Poi se si rivede la politica sociale…».

In che senso?
«Basta con la politica del reddito di cittadinanza. Sì alla politica di sostegno alla dignità delle persone, chi non può lavorare deve essere sostenuto, le pensioni devono essere dignitose sia per anziani che disabili. Ma rimodulando il reddito di cittadinanza si recuperano introiti per tagliare il cuneo fiscale. Se diciamo che ogni proposta avrà una copertura finanziaria, lo diciamo a ragion veduta».

Possiamo considerare un’anticipazione del programma il suo accenno alla flat tax?
«Assolutamente sì. La nostra sarà una politica che punterà sulla microeconomia, sul sostegno a industria, agricoltura e pmi. Più crescita più introiti fiscali. No, invece, all’aumento delle tasse individuali».

E la pace fiscale?
«Siamo assolutamente favorevoli alla pace fiscale. Se hai un debito e paghi subito, hai uno sconto più elevato rispetto a chi sceglie di pagare più avanti. Questo permette di avere altre decine di miliardi in cassa».

Sul capitolo pensioni come pensate di orientarvi?
«Ne stiamo parlando. Cercheremo di trovare un equilibrio. Su Quota 100 non eravamo tanto favorevoli. Abbiamo un minimo comun denominatore e poi, una volta al governo, vedremo come realizzare le singole proposte».

Visto che è di stretta attualità, una rassicurazione sul no alle patrimoniali.
«È nel nostro Dna. Come siamo contrari alle tasse sulla casa è esclusa ogni tassa sul patrimonio. La tassa sulla morte come la tassa di successione è una tassa incivile. Noi siamo il Paese che paga più tasse in assoluto in Europa e dobbiamo necessariamente ridurre il più possibile il carico fiscale».


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