• “No Meloni day”, poi il blitz. Ma tra gli studenti c’è molta confusione

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    I cortei contro Giorgia Meloni sono ormai diventati prassi tra i collettivi e le organizzazioni studentesche, che fin da prima della sua elezione hanno iniziato a manifestare in piazza. Pochi giorni dopo il 25 settembre, quando ancora non era stato formato il governo e sul tavolo c’erano solo ipotesi in merito alla formazione dell’esecutivo, gli studenti, fomentati dagli ambienti di estrema sinistra, hanno bruciato in piazza le foto di Giorgia Meloni e si temono repliche nei prossimi giorni. Venerdì, infatti, sono previsti cortei in tutta Italia per il “no Meloni day”, iniziativa lanciata oggi inscenando un blitz ad Assolombardia.

    Abbiamo deciso di fermare i lavori dentro a Confindustria perché è il luogo simbolo dello sfruttamento e degli interessi condivisi tra governo e ricchi“, hanno scandito gli studenti. La solita retorica vuota di chi è stato rimpinzato di slogan ma senza capire quale sia realmente la situazione. Gli studenti hanno fatto il solito minestrone di argomenti sconnessi tra loro al solo scopo di attaccare pretestuosamente il governo di Giorgia Meloni. Davanti all’ingresso di Assolombardia, i giovani hanno mostrato striscioni con scritte come “Vi arricchite sulle spalle di un nuovo milione di poveri” e “Parlate di sicurezza e continuiamo a morire a scuola”.

    È sconcertante vedere i giovani scendere in piazza contro l’alternazna scuola lavoro, attaccando il governo di centrodestra che è in carica da meno di mese. Ma quello che stupisce maggiormente è la capacità di mischiare il tutto in un unico calderone populista e ipocrita, come si evince dal comunicato diramato dagli studenti, nel quale si parla di aumentare i soldi per l’edilizia scolastica e, si cita testualmente, “se fossero davvero interessati alla sicurezza allora costruirebbero delle reti reali di solidarietà e sostegno per migranti e poveri“. Legittimo, da parte degli studenti, chiedere maggiori investimenti sulle scuole e sulle strutture educative, come dimostra il crollo di Cagliari e come dimostrano le condizioni gravi in cui versano diverse scuole del nostro Paese. Ma resta un mistero il collegamento tra la sicurezza e la solidarietà tra i migranti e i poveri.

    Il comunicato, poi, si conclude con una rivendicazione di genere, che dovrebbe avere una qualche attinenza con l’assalto ad Assolombardia: “Siamo la generazione meticcia e queer e ci riprendiamo il presente per costruirci un futuro. Lo facciamo oggi e lo faremo venerdì alle 9:30 in Largo Cairoli per il No Meloni Day“.


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