• Nominati i vertici delle Agenzie fiscali: ecco tutte le scelte del governo

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    Arrivano le prime nomine di peso da parte del governo guidato da Giorgia Meloni. Il Consiglio dei ministri, che si è riunito questa sera anche per partorire la”tesa misura contro il caro benzina, ha avviato la pratica per le nomine alle Agenzie fiscali. Confermate le voci circolate nelle scorse ore: tra rinnovi importanti e un cambio di rilievo, si resta in attesa di vedere come proseguirà il cosiddetto spoil system (nuove nomine pubbliche) su cui la sinistra ha tanto polemizzato facendo una figuraccia.

    Le nomine del Cdm

    All’Agenzia delle Entrate è stato confermato Ernesto Maria Ruffini: già da alcune settimane si registrava una serie di consensi sul suo nome, soprattutto alla luce dei risultati sulla lotta all’evasione raggiunti durante il suo mandato. Non cambia nulla neanche per Alessandra Dal Verme, che resta al timone dell’Agenzia del Demanio: pure sul suo nome si rincorrevano voci di conferma da alcuni giorni.

    Invece si registra un cambio alle Dogane: Marcello Minenna lascia il posto a Roberto Alesse, capo di gabinetto del ministro per la Protezione civile e per le Politiche del Mare Nello Musumeci. In passato Alesse è stato presidente dell’Autorità di garanzia per gli scioperi nei servizi pubblici essenziali.

    Le incognite sullo spoil system

    Il governo di centrodestra ha già tracciato un cambio di rotta per quanto riguarda i vertici amministrativi. Dal 23 gennaio Nicola Magrini dovrebbe lasciare la guida dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa). Inoltre Guido Castelli è stato nominato Commissario per la ricostruzione post terremoto del centro Italia al posto di Giovanni Legnini.

    A stretto giro ci si aspetta una serie di mosse per nominare altri funzionari di propria fiducia a capo degli uffici dell’amministrazione pubblica. Come fatto notare dall’Ansa, gli occhi restano puntati sul direttore generale del Tesoro. Di recente il ministro della Difesa Guido Crosetto ha speso parole al miele nei confronti di Alessandro Rivera e Biagio Mazzotta: “Loro rappresentano il meglio della dirigenza pubblica italiana“. E ha rivendicato l’intenzione di ricorrere al machete “come mezzo per rompere le catene, i lacci, le inefficienze, che bloccano le possibilità di sviluppo e di crescita“.

    Non va dimenticato che nei prossimi giorni bisognerà trovare un accordo sull’elezione dei membri laici del Consiglio superiore della magistratura: sul Csm si inizierà a votare nella giornata di martedì 17 gennaio e, in caso di mancato esito favorevole, si procederà di nuovo ogni martedì. L’Agi sottolinea che la volontà di Fratelli d’Italia è quella di chiudere la questione entro sette giorni.


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