“Non mi fido di lei”. Scintille tra Renzi e il pm sul caso Open

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Un dibattito che viene definito “molto acceso” sarebbe andato in scena tra Matteo Renzi e il procuratore Luca Turco al termine della quarta seduta dell’udienza preliminare del processo Open. Da Italia Viva fanno sapere che, “dopo ben quattro anni di indagini“, la procura ha chiesto un ulteriore rinvio e dunque la prossima udienza è stata fissata per il 27 gennaio 2023. La discussione sarebbe avvenuta alla fine dell’udienza e non sarebbe passata inosservata.

Le scintille tra Renzi e il pm

Il procuratore si sarebbe avvicinato all’ex presidente del Consiglio “visibilmente contrariato” e avrebbe mostrato l’intervista che il senatore di Italia Viva ha rilasciato a La Stampa. A quel punto l’ex sindaco di Firenze, alla presenza degli avvocati e degli addetti ai lavori, ha replicato in maniera molto dura: “E adesso che fa? Mi processa anche per le mie interviste? Le ribadisco che io non mi fido di lei. Io ho rispettato la legge, lei non ha rispettato la sentenza della Corte di Cassazione“.

Il dibattito animato sarebbe durato quasi dieci minuti e vi avrebbero assistito anche gli avvocati presenti. Renzi, uscendo tranquillo e sorridente dal Palazzo di Giustizia, ha rilasciato delle dichiarazioni chiarissime: “Se qualcuno pensa di minacciarmi o intimidirmi non mi conosce. Mi dispiace solo se questo stile arrogante viene utilizzato anche con imputati che non hanno la possibilità di difendersi come faccio io“.

L’offensiva contro Turco

In questi giorni l’ex primo ministro ci è andato giù pesante, accusando il dottor Turco di non aver rispettato la sentenza della Corte di Cassazione e di aver mandato in Parlamento “del materiale acquisito in modo illegittimo“. Una scelta ritenuta di “rara gravità“. E ha denunciato di essere di fronte a un comportamento “eversivo o anarchico“. Inoltre ha annunciato che interverrà personalmente al question time chiedendo al ministro della Giustizia, Carlo Nordio, quali sono le intenzioni del governo “davanti alla scelta di un pm di non rispettare la sentenza della Suprema Corte“.

Renzi ha poi confermato la volontà di irrobustire la denuncia fatta ai magistrati di Firenze a Genova: “Se tu pm hai ricevuto una sentenza della Cassazione in cui ti viene detto di distruggere il materiale che non puoi avere e continui a farlo girare come è successo in una commissione parlamentare, secondo noi è violazione di legge“.

Ieri la Corte Costituzionale ha esaminato i conflitti tra poteri proposti nei confronti dell’autorità giudiziaria dal Senato in materia di messaggi scritti, trasmessi in via informatica e telematica. È stata giudicata ammissibile la richiesta di sollevare il conflitto di attribuzione. Soddisfatto Renzi per la notizia arrivata sul ricorso del Senato sul tema della violazione dell’articolo 68 della Costituzione: “Nel 2023 arriverà il giudizio di merito ma intanto il nostro ricorso è ammissibile. Un altro passo verso la verità“.


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