Non si lotta per la libertà calpestandola

Set 1, 2021

  • Condividi l'articolo

    In Revolution, anno 1968, i Beatles cantavano «se parlate di distruzione / non contate su di me». E se il ’68 fu già parodia dei movimenti passati, l’autunno caldo promesso dalla galassia no vax e no pass sembra essere la parodia della parodia della parodia. Per Marx la storia è prima tragedia, poi farsa, ma dalla terza volta in poi come definirla? Come molti, pensiamo che il passaporto verde sia una misura sbagliata e ingiusta, cosi come dispregiamo chi tratta i non vaccinati da «sotto uomini», da privare del voto e persino del servizio sanitario nazionale. Né chi scende in piazza può essere chiamato un «terrorista» come dicono i virologi da piccolo schermo e ancora più assurdo è definire gli organizzatori come parte di «reti dell’odio», come ha scritto un quotidiano della sinistra ieri, neanche fossero islamisti.

    Ciò detto, le misure ingiuste si combattono in parlamento, sui mezzi di comunicazione e, naturalmente, in piazza. Non circondando le sedi dei giornali (come questo), pestando i giornalisti (o qualsiasi altra persona) e men che meno bloccando la circolazione dei treni, come minaccia di fare uno di questi gruppi nella giornata di oggi. Si tratta di una modalità che nulla ha a che vedere con la storia della destra, dei moderati, dei conservatori: dagli anarchici ai Cobas ai centri sociali, danneggiare le persone impedendo loro di viaggiare è tipico della estrema sinistra. Mentre inseguirle per strada e minacciarle è semplicemente da mentecatti. E tuttavia, questi movimenti proprio sul fianco destro della schieramento politico, la Lega e soprattutto Fratelli d’Italia, trovano giustamente ascolto. Ma se perseguiranno in questa condotta, si troveranno addosso le ire dei cittadini giustamente imbufaliti, disposti a capire quando si protesta per il proprio posto di lavoro, meno perché non ci si vuole vaccinare. E perderanno qualsiasi appoggio da parte delle forze politiche: possono però cercarlo nell’estrema sinistra «antagonista», se lo trovano. Anche da un punto di vista strategico poi, alienarsi la maggioranza degli italiani, definendoli «pecoroni» e impedendo loro di andare al lavoro o di raggiungere la fidanzata (a proposito della libertà personale!), non sembra una mossa molto intelligente: scatena la legittima azione delle forze dell’ordine ed è perfettamente funzionale a quella che essi definiscono «dittatura sanitaria», che a questo punto dispone del capro espiatorio perfetto per giustificare lockdown, vaccini obbligatori e tutto il resto. Una grande strategia, insomma.


    Fonte originale: Leggi ora la fonte

  • Pallavolo: De Giorgi, vittoria Europei merito del gruppo

    Pallavolo: De Giorgi, vittoria Europei merito del gruppo

    (ANSA) - ROMA, 19 SET - "E' una gioia immensa, una vittoria cercata, desiderata, arrivata al termine di una gara davvero difficile in cui i ragazzi per lunghi tratti hanno saputo soffrire, ma non hanno mai mollato la presa". Così il ct azzurro Ferdinando De Giorgi ha...

    Pallavolo: 3-2 alla Slovenia, l’Italia vince gli Europei

    Pallavolo: 3-2 alla Slovenia, l’Italia vince gli Europei

    (ANSA) - ROMA, 19 SET - Bis per l'Italia della pallavolo ai campionati Europei. Dopo il trionfo della nazionale femminile anche la squadra maschile ha vinto il torneo continentale. I ragazzi di Fefè De Giorgi in finale hanno superato la Slovenia 3-2 (22-25, 25-20,...