Norman Atlantic: comandante, mai ordinato abbandono nave

Apr 27, 2022

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    (ANSA) – BARI, 27 APR – “Quando ha suonato l’allarme incendio
    sono subito scappato sul lato destro della nave e ho visto una
    fiamma, sarà stata di due metri, che fuoriusciva dal portellone.
        Abbiamo dato l’emergenza generale, significa approntare la nave
    per un eventuale abbandono. Ma io questo ordine non l’ho mai
    dato, perché con delle onde cosi? non ci sarebbe mai arrivata in
    mare la lancia, si sarebbe rotta, fracassata sullo scafo della
    nave”. Sono le parole di Argilio Giacomazzi, il comandante della
    Norman Atlantic naufragata nella notte tra il 27 e il 28
    dicembre 2014 al largo delle coste greche, dopo un rogo
    scoppiato a bordo, che causò la morte di 31 persone e il
    ferimento di 64 passeggeri. Giacomazzi è tra i 26 imputati nel
    processo in corso a Bari. Ha parlato nella scorsa udienza,
    raccontando i drammatici momenti del naufragio e chiarendo di
    non aver mai dato l’ordine di abbandonare la nave, anche se a un
    certo punto, “nel panico generale”, le lance e le zattere furono
    calate e infatti alcuni passeggeri morirono cadendo nell’acqua
    gelida. Il suo ordine era stato quello di far uscire tutti i
    passeggeri dalle cabine e radunarli sul ponte più alto, in
    attesa dei soccorsi.
        “Sul ponte avrò avuto circa 200 persone, pioveva, c’erano
    donne e anziani, c’era vento e tanto fumo” ha raccontato il
    comandante, spiegando che i passeggeri rimasero “tutta la notte
    sul ponte, all’aperto, seduti, sdraiati, con le coperte che
    avevamo”. Quando poi arrivarono i mezzi di soccorso, “la prima
    persona che e? stata evacuata era una signora con bambino che
    avrà avuto tre o quattro anni, sull’elicottero della Capitaneria
    di porto di Brindisi, ce l’ho messa proprio io a bordo, perché
    faceva pena”. (ANSA).
       


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