Nove Onlus a Kabul rafforza le attività per le donne afghane

Mag 10, 2022

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    (ANSA) – ROMA, 10 MAG – Nove Onlus, una delle poche ong
    italiane che continua ad avere una presenza nell’Afghanistan dei
    talebani, rafforza le attività per le donne a Kabul. È la
    risposta dell’associazione, che non ha mai smesso di operare per
    fronteggiare la crisi umanitaria e contribuire alla lotta per i
    diritti umani, alle nuove regole per le quali alle donne restano
    solo gli occhi come spiraglio sul mondo: nessuna attività a
    contatto con il pubblico, corpo e viso tumulati in un hijab,
    interdizione alla scuola secondaria e divieto di circolare se
    non accompagnate da un mahram, un tutore maschio. Nuovi ostacoli
    per milioni di donne rimaste vedove e prive di familiari maschi
    adulti per accedere all’assistenza sanitaria e agli
    approvvigionamenti, sfuggire a situazioni di violenza domestica,
    cercare lavoro, sopravvivere.
        “Rispondiamo alle nuove restrizioni intensificando i progetti
    a sostegno delle donne – dichiara Susanna Fioretti, presidente
    di Nove Onlus – abbiamo avviato un progetto gestito da donne,
    che offrirà formazione professionale e mentorship a 150 donne di
    Kabul e abbiamo potenziato i corsi di alfabetizzazione
    femminile. Grazie al sostegno di Otb Foundation, 8×1000 Chiesa
    Valdese e del Trust nel Nome della Donna, Nove prosegue anche le
    sue attività di emergenza. Dopo aver distribuito generi di prima
    necessità a oltre 3mila persone a Kabul, sta attivando la
    seconda distribuzione per le donne capofamiglia e i loro figli
    (oltre 1.000 persone) nella provincia di Kapisa dove sostiene
    anche l’orfanotrofio pubblico”. In collaborazione con l’ong Afga, Nove fornisce servizi
    sanitari, compresi i servizi di salute sessuale e riproduttiva a
    1.300 persone al mese.
        Fioretti ha incontrato ieri i rappresentanti del ministro del
    lavoro e degli affari sociali per finalizzare l’accordo che
    prevede corsi di inglese, computer e sartoria per le donne di
    Kabul, all’interno di un centro governativo. Nei prossimi giorni il team di Nove incontrerà le autorità
    deputate alla mobilità femminile per discutere l’ipotesi di
    riprendere il servizio Pink Shuttle. È previsto inoltre un
    incontro di approfondimento con l’attivista afghana Mahbouba
    Seraj, direttrice dell’Afghan Women Skills Development Center,
    per valutare nuovi interventi di supporto a donne in stato di
    estrema vulnerabilità.
        “La pratica dei matrimoni precoci è in preoccupante aumento,
    ed espone anche bambine molto piccole al rischio di essere
    vendute in cambio di soldi per poter sfamare il resto della
    famiglia – conclude la presidente di Nove – per questo abbiamo
    ampliato anche il progetto Dignity, che garantisce supporto
    diretto a bambini e famiglie in stato di grave necessità”.
        (ANSA).
       


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