Nyt, ‘reporter palestinese uccisa da un proiettile israeliano’

Giu 21, 2022

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    (ANSA) – WASHINGTON, 20 GIU – Il proiettile che ha ucciso la
    giornalista palestinese-americana Shireen Abu Akleh è partito
    dalla posizione in cui si trovava un convoglio militare
    israeliano, molto probabilmente da un soldato di un’unità
    d’élite. Lo sostiene il New York Times dopo un’indagine durata
    oltre un mese. Le prove esaminate dal giornale americano
    mostrano che non c’erano palestinesi armati vicino alla reporter
    di Al Jazeera quando è stata colpita nel campo di Jenin in
    Cisgiordania. Circostanza che smentirebbe le dichiarazioni
    dell’esercito di Israele secondo cui se fosse stato un soldato
    israeliano a colpire la giornalista l’avrebbe fatto per errore.
        Secondo il New York Times inoltre, sono stati 16 e non
    cinque, come sostenuto dall’esercito israeliano, i colpi partiti
    dal convoglio lo scorso 11 maggio. L’indagine non è stata in
    grado di dimostrare se il soldato che ha sparato abbia notato
    che Shireen Abu Akleh e i suo colleghi indossavano giubotti
    anti-proiettili con su scritto ‘press’, ‘stampa’.
        Il 26 maggio, l’Autorità Palestinese ha dichiarato che la
    sua indagine, che includeva l’autopsia e un esame forense del
    proiettile, aveva stabilito che la reporter di Al Jazeera era
    stata uccisa da soldati israeliani. Il governo ha accusato
    inoltre Israele di averla uccisa intenzionalmente, citando il
    fatto che era stata colpita alla testa da dietro nonostante
    indossasse un giubbotto che la identificava come giornalista.
        Israele ha condotto un’indagine parallela e ne ha chiesta una
    congiunta con l’autorità palestinese per fare esaminare il
    proiettile da un gruppo di esperti internazionali. Richiesta che
    è stata rifiutata dal governo palestinese. I risultati
    dell’indagine israeliana non sono stati ancora resi noti.
        (ANSA).
       


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