Offese sui social a Sassoli, avviate le indagini

Gen 13, 2022

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    Messaggi offensivi, frasi farneticanti sulle cause della morte e ipotesi di collegamenti con il Covid e il vaccino. Le forze dell’ordine hanno avviato accertamenti sui messaggi comparsi sui social network nelle ore successive alla morte del presidente del Parlamento europeo, David Sassoli.

    I carabinieri del Comando provinciale di Roma e la polizia Postale indagano da alcuni giorni per cercare di risalire agli autori delle frasi ingiuriose e delle fake news che, come spesso accade in questi casi, hanno fatto il giro del web. Già durante il primo ricovero di Sassoli, avvenuto a settembre per una polmonite causata dal batterio della salmonella, in rete erano comparsi centinaia di commenti in cui si facevano riferimenti, come causa della malattia, al vaccino somministrato al presidente dell’europarlamento. Ieri gli uomini dell’Arma hanno depositato una prima informativa all’ufficio primi atti della Procura di Roma. I magistrati nei prossimi giorni procederanno, quindi, all’apertura formale di un fascicolo di indagine. L’incartamento potrebbe finire all’attenzione del pool antiterrorismo che si occupa dei reati contro le personalità dello Stato. Non è escluso che gli inquirenti possano procedere per il reato di diffamazione o minacce.

    Dal canto loro gli specialisti della Postale hanno creato un team che si occuperà esclusivamente di questa vicenda. Gli agenti puntano ad indentificare i profili twitter e gli indirizzi ip da cui è partita la campagna d’odio contro l’ex giornalista del Tg1 morto martedì a 65 anni. In questo ambito la polizia ha già inoltrato richiesta di dati alle società che gestiscono i social network.

    Dopo che la notizia della morte di Sassoli è diventata di dominio pubblico un no vax di Carrara, in Toscana, è stato denunciato per vilipendio per la pubblicazione di un video intitolato ‘Dio vede e provvede’ in riferimento alla prematura scomparsa del presidente dell’europarlamento.
       


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