Paracadute per i trombati. La casta 5S ne salva dieci

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Vito Crimi e Paola Taverna, la punta dell’iceberg. Secondo un retroscena di Repubblica, l’ex reggente e la pasionaria potrebbero essere presto assunti dai gruppi parlamentari del M5s, lui alla Camera e lei al Senato, in qualità di collaboratori parlamentari. Il tutto a 70mila euro annui ciascuno, circa tremila euro netti al mese. Ma la notizia non è proprio un fulmine a ciel sereno. Come riportato dal Giornale il 31 ottobre scorso, sono in corso da tempo i contatti tra gli ex parlamentari trombati e i vertici dei Cinque Stelle. L’operazione di ripescaggio degli esclusi, dunque, non si fermerà al recupero di Crimi e Taverna, ma andrà oltre da qui ai prossimi mesi. Fino ad arrivare ad assorbire circa una dozzina di ex deputati e senatori, tra quelli stoppati dalla regola del tetto dei due mandati e i non rieletti nella tornata elettorale delle politiche del 25 settembre. Una platea folta, basti pensare che soltanto gli ex parlamentari uscenti non ricandidati per il principio del doppio mandato sono 49. Oltre a Crimi e Taverna, Giuseppe Conte ne potrà accontentare altri dieci. Consulenza più, consulenza meno. E sì perché, come scrivevamo il 31 ottobre, non tutti saranno assunti regolarmente a Montecitorio e Palazzo Madama, ma ci sarà spazio per una serie di collaborazioni a libro paga dei gruppi.

I nomi più quotati sono sempre gli stessi. Si va da Roberto Fico all’ex ministra Fabiana Dadone. Dall’ex senatrice Laura Bottici, ora nel comitato dei probiviri, ad altri «esperti» come l’ex tesoriere del gruppo a Montecitorio Claudio Cominardi, l’ex vicepresidente della Camera Maria Edera Spadoni, il sottosegretario uscente Carlo Sibilia. Tutti di provata fede contiana. Compreso Fico, che ha conservato il suo ufficio da ex presidente della Camera, ma ha precisato che per questa carica non riceverà nessuna indennità. «Sicuramente in futuro ci saranno altre consulenze, una decina, con compensi tra 20mila e 30mila euro all’anno, tutto si concentra sulla valorizzazione delle esperienze e Grillo stesso aprì a questa possibilità», conferma al Giornale un ex parlamentare. Intanto l’assunzione di Crimi e Taverna, in pole position già a fine ottobre, viene confermata dal senatore Ettore Licheri, uomo vicinissimo alla ex vicepresidente del Senato che urlava con orgoglio «io nun so’ politica». «È accaduto che non avendo a disposizione pregiudicati o condannati da sistemare siamo stati costretti a chiedere una collaborazione a due persone perbene», scrive Licheri su Facebook. Taverna invece svicola: «Non sono stati determinati i contratti, non ne so nulla».

Crimi, intanto, dovrebbe entrare nell’ufficio legislativo del gruppo alla Camera. In futuro, gli altri riciclati potrebbero finire nello staff della Comunicazione guidato da Rocco Casalino. Anche se, su questo fronte, si registrano i primi malumori degli ex parlamentari che non vogliono finire «tra le grinfie» dell’ex portavoce di Conte a Palazzo Chigi. Casalino, l’uomo malvisto da molti eletti uscenti perché non li spediva in televisione. Le alternative, però, sono poche. Le casse del partito sono semivuote in attesa del 2×1000 e gli incarichi sul territorio difficilmente potranno essere retribuiti. Restano i gruppi parlamentari ed è tanta la voglia di tornare nel Palazzo.


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