Passaporto verde tra veti e tensioni nella maggioranza. Settimana decisiva

Set 13, 2021

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    La partita sull’estensione del green pass non si chiude. Il gioco tra i partiti di governo è appena iniziato. L’intesa raggiunta in Consiglio dei ministri la settimana scorsa su un mini-allargamento dell’uso obbligatorio del passaporto vaccinale è solo un piccolo passo. La strada è ancora lunga e in salita. Del provvedimento per ora c’è l’annuncio. Nei fatti però la trattativa tra le forze politiche va avanti. Tra resistenze e perplessità. La convocazione della cabina di regia, sede dalla quale dovrebbero passare le prossime decisioni sull’estensione del green pass, non c’è. E non è ancora fissato in agenda il Consiglio dei ministri che dovrebbe varare un decreto bis per estendere ai lavoratori del pubblico impiego l’obbligo della certificazione verde. Però gli annunci fioccano.

    Il ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta annuncia che l’obbligo del passaporto vaccinale sarà il lasciapassare per salutare lo smart working e pianificare il rientro in presenza dei dipendenti pubblici. Tra l’annuncio e il provvedimento c’è di mezzo Matteo Salvini, leader della Lega, che frena sull’uso obbligatorio generalizzato del green pass. Si tratta a oltranza. E si rinvia. E intanto la spallata decisiva contro il coronavirus, più volte annunciata dal commissario per l’emergenza Francesco Paolo Figliuolo, non arriva. Si continua a rincorrere l’obiettivo dell’immunità di gregge, fissata alla quota del 90% di vaccinati. L’ultimo passettino fatto in Consiglio dei ministri porta a un allargamento del green pass per il personale esterno di scuole, Università e Rsa. Ma il passo finale verso la meta non arriva. Si attende la convocazione di un Cdm (forse giovedì) per varare un nuovo provvedimento. Preceduto dalla cabina di regia. Ma si ragiona nell’ambito delle ipotesi. Non c’è nulla di scritto e ufficiale. I nodi da sciogliere restano sul tavolo: pubblico impiego, aziende private e trasporto locale. Non se ne esce. E c’è il rischio che anche dal prossimo Cdm arrivi soltanto un altro passettino con l’allargamento del passaporto vaccinale ai lavoratori di bar, ristoranti, palestre e piscine: strutture nelle quali per accedere è già necessario il green pass.

    Si tratta dunque di rimediare a una falla dei provvedimenti già approvati. Alla Camera la settimana scorsa il decreto Covid ha incassato il via libera. Ora il testo passa al Senato. Oggi intanto riparte la scuola in mezza Italia e poi via via da nord a sud fino al 20 settembre, quando riapriranno gli istituti in Calabria e in Puglia. Il governo mette in campo tutte le misure per tentare di scongiurare quarantene e chiusure e coinvolge le famiglie e tutti gli operatori in campo. Il certificato verde che non solo servirà ai docenti, al personale di segreteria ed ai bidelli – pena la sospensione per chi è senza certificato e multe fino ai mille euro per i dirigenti scolastici che non effettueranno controlli – ma anche a tutti coloro che per qualsiasi motivo entreranno negli istituti, compresi i genitori degli allievi. In classe i ragazzi dovranno tenere la mascherina – che verrà fornita dalla scuola, come lo scorso anno – e che dovrà essere di tipo chirurgico.

    In attesa dei provvedimenti, i partiti continuano la strategia del posizionamento. Forza Italia incalza il governo sull’obbligo vaccinale: «Il vaccino è il miglior strumento contro il virus e le sue varianti e il green pass impedirà un nuovo lockdown. Se non si raggiunge l’immunità di gregge, e sembra difficile, servirà l’obbligo del vaccino», ha ribadito ieri Antonio Tajani, vicepresidente e coordinatore nazionale degli azzurri a «Agenda» su SkyTg24.

    Dal fronte Pd la provocazione è lo sport quotidiano: «Dobbiamo completare la campagna vaccinale per rendere il nostro Paese completamente libero. Senza i 10 milioni che mancano all’appello non ce la faremo contro le varianti. Da qui la nostra comunità dà un messaggio al Paese: il vaccino è libertà e questa parola libertà, che è stata usata a sproposito troppe volte, è libertà di andare a scuola, lavorare, guadagnare, viaggiare. Chi non si vuole vaccinare è contro l’altrui libertà e non può essere premiato. Chi è ambiguo su green pass e vaccinazioni è contro la salute degli italiani ed è contro le imprese e i lavoratori», attacca Enrico Letta. I partiti litigano. Il governo rinvia. E l’affondo finale contro il coronavirus sparisce.


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