• “Pazzo e patetico”, “Nervoso e maleducato”. Lo scontro tra Letta e Calenda

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    La campagna elettorale non esclude alcun colpo basso tra gli avversari. In queste settimane abbiamo assistito a diversi botta e risposta tra Enrico Letta e Carlo Calenda, che non se le sono mandate a dire dopo la rottura dell’intesa che avevano siglato per un’alleanza. Nella giornata di ieri si è tenuto il dibattito tra il segretario del Pd e Giorgia Meloni, ma l’ex ministro dello Sviluppo economico se l’è presa per essere stato escluso e dunque ha simulato un confronto a tre sui propri canali social.

    Letta va all’attacco

    Il numero uno del Partito democratico non ha usato giri di parole e ha attaccato frontalmente il leader di Azione, commentando in maniera aspra la decisione di aggiungersi al dibattito da remoto per riprodurre la discussione politica: “Il frame della campagna elettorale è o noi o loro, o noi o la Meloni. Non è un caso che Calenda abbia fatto il pazzo in questa vicenda“.

    Letta, parlando ai candidati del Pd riuniti su Zoom, ha poi rincarato la dose e sbeffeggiato quanto fatto da Calenda sui social: “Ieri quella cosa patetica che Calenda ha fatto di mettersi in uno studio televisivo da solo e fare il suo commento al dibattito dimostra quanto è stato importante fare il dibattito con Meloni“.

    La replica di Calenda

    Non si è fatta attendere la replica di Calenda, che ha affidato ai social la sua posizione in merito alle parole pronunciate da Letta. Il leader di Azione si è così rivolto al segretario del Partito democratico: “Nervosismo e maleducazione non sono da te“. Ha inoltre rivendicato la scelta fatta ieri, sostenendo di aver colmato una lacuna: “Nei Paesi seri i confronti si fanno tra tutti i leader. Chi si sottrae al confronto non è un leader. Quando vuoi sono qui per confrontarmi sui fatti“. E ha invitato Letta a ritrovare “la calma e l’autorevolezza“.

    Un dibattito fra Sandra e Raimondo senza alcun senso“, è stato il giudizio tagliente di Calenda. Che dal suo canto ha più volte esposto la necessità di allargare il dibattito anche a se stesso e a Giuseppe Conte, in quanto – a suo giudizio – i principali campi politici nell’attuale scenario sono quattro. Sulla questione era intervenuta l’Agcom, che ha sollevato criticità rispetto al faccia a faccia tra Enrico Letta e Giorgia Meloni a Porta a Porta su Rai 1.

    L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha sottolineato che la programmazione di un unico confronto televisivo tra due soli soggetti politici “risulta non conforme ai principi di parità di trattamento e di imparzialità dell’informazione“. Il motivo è che potrebbe determinare “un indebito vantaggio elettorale” in capo ai partecipanti rispetto agli altri. Ecco perché alla fine il dibattito a due, moderato da Bruno Vespa, è saltato.


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