Pd alla guerra col governo attraverso i governatori

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Il Pd (scavalcato da Conte a sinistra) usa i governatori come teste d’Ariete per far saltare le misure del governo Meloni. Ma i cacicchi rossi subito si azzuffano tra loro su autonomia e reddito di cittadinanza. Mentre il governatore campano De Luca apre sul tetto del contante: «Misura intelligente». Il segretario dimissionario del Pd Enrico Letta è alle prese con cavilli e procedure sul congresso. E così l’opposizione all’esecutivo di centrodestra viene delegata ai presidenti di Regione. Il governo Meloni vara il decreto che dispone il ritorno in corsia tra gli ospedali italiani dei medici non vaccinati. Subito i governatori rossi si ribellano e preparano l’opposizione a colpi di direttive, impugnative e ricorsi. Il primo a uscire allo scoperto è lo sceriffo napoletano Vincenzo De Luca (nel tondo)che ha diffuso una circolare (non una legge per evitare che il governo potesse impugnarla davanti ai giudici costituzionali) con la quale suggerisce alle direzioni sanitarie delle Asl di tenere lontano dai pazienti fragili i medici senza vaccinazione ritornati in corsia grazie al decreto Meloni. È la mossa per neutralizzare i provvedimenti dell’esecutivo. Scelta che raccoglie il sostegno di altri tre governatori dem: Michele Emiliano in Puglia, Stefano Bonaccini in Emilia Romagna e Alessio D’Amato nel Lazio (quest’ultimo è assessore regionale alla Sanità). In Puglia il governatore Emiliano ha dato applicazione alla legge regionale che impone il divieto di andare in corsia per i medici non vaccinati. Chiuso il fronte no vax, i governatori dem si attrezzano per la guerriglia contro il governo su un altro terreno: l’autonomia differenziata. Il ministro per gli Affari regionali e l’Autonomia Roberto Calderoli accelera sul progetto di autonomia. Ecco che subito arriva l’alt da parte del presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca che rialza il vessillo del sud contro il nord: «Nel percorso per l’autonomia differenziata di questo Governo ci prepariamo a un’altra grande battaglia». Eccola la narrazione: «Il nord vuole fregare i soldi al sud». Premio originalità conquistato. La resistenza rossa è pronta. Anche se emergono le prime crepe. Sul tema dell’autonomia il presidente dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini la pensa diversamente dal collega di partito De Luca. Però, con la battaglia congressuale alle porte anche la posizione del governatore emiliano, che punta alla guida del Pd, potrebbe subire una virata su una posizione di contrasto alla proposta leghista. I governatori del Pd stanno affilando le armi anche su un’altra misura che il governo è pronto a varare: la modifica del reddito di cittadinanza e lo stop ai navigator. Il presidente pugliese Emiliano difende la misura e vorrebbe rinnovare i contratti dei navigator. Più timidi De Luca e Bonaccini. Intanto al Nazareno scoppia la grana regionali: nel Lazio la candidatura di Alessio d’Amato allontana i Cinque stelle che puntano sull’ex sindaco Ignazio Marino.


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