Per la disforia non aiuta la trovata dem

Set 11, 2021

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    Ad un comizio elettorale per la città di Rimini, Edoardo Carminucci e Anna Maria Barilari, candidati del Partito democratico, si sono presentati con abiti di genere opposto. Un’esibizione, hanno spiegato, per andare contro gli stereotipi di genere, affinché una ragazza possa sentirsi libera di vestirsi da ragazzo e il ragazzo, allo stesso modo, da ragazza.

    Le foto personali pubblicate sulle loro pagine Facebook li ritraggono invece con vestiti adeguati al loro genere sessuale biologico. La Barilari sfoggia graziosissimi abiti color pastello che lasciano le spalle scoperte e le scarpe sono sempre di una femminilità tacco 12. È una bella donna e dalla cura che ha per sé , dalle foto che mostra ad amici ed elettori, è percepibile il piacere con cui vive la sua identità sessuale. Le persone che non si riconoscono nel proprio sesso fenotipico hanno una disforia di genere che può comportare un malessere non sintetizzabile nel cambio di una maschera come avviene in una recita scolastica, in cui i bambini si travestono da personaggi della fantasia per poi tornare alla realtà. La disforia di genere può implicare un percorso psicologico lungo e doloroso che si scontra con l’incontrovertibile verità della specie sapiens, nascere donna o uomo, con un corpo che ha una forma e precise funzionalità fondamentali, sessuali e procreative, a prescindere dall’abito indossato. Molto spesso la non conformità diventa vera angoscia e allora il percorso per risolverla include la terapia ormonale e chirurgica per la riassegnazione di sesso. In generale, la prevalenza della disforia di genere negli adulti è di 0.005-0.014% per le persone di sesso biologico maschile e 0.002-0.003% per quello femminile. Fortunatamente si tratta di un numero esiguo di persone, che devono essere rispettate e sostenute in un percorso molto difficile e penoso e per questo non auspicabile come se la loro condizione riguardasse il cambio d’abito da rosa a celeste.

    Avere la percezione di un sé corporeo inadeguato ai propri desideri crea un’inquietudine profonda che riguarda sia l’identità personale che le relazioni con gli altri e il loro modo di vedere il diverso da sé. L’identità di genere si forma nella crescita dall’interazione tra fattori biologici e culturali. Si nasce senza la consapevolezza di femminilità e mascolinità poi il bambino si rispecchia nei suoi genitori che gli rimandano una visione di sé che collega il genere sessuale al ruolo sessuale culturalmente corrispondente. Vestire un bambino da bambina e viceversa disattende la cultura della società in cui vive collocandolo al di fuori di una normalità percepita come tale da una maggioranza schiacciante di persone. Per proteggere una minoranza che ha una incongruenza si finisce per facilitare una liquidità sessuale che investirebbe tutta la società mentre ad ogni individuo che presenta una dissonanza andrebbe garantito il rispetto della diversità, qualunque essa sia.


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