Per La Scala una Prima con protocolli anticovid come nel calcio

Nov 18, 2021

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    – San Siro è spesso definito la Scala del calcio, ma quest’anno per l’inaugurazione del 7 dicembre con Macbeth è il teatro che si trasforma in una sorta di San Siro della lirica.
        I protocolli di sicurezza anti-covid che sta mettendo a punto per scongiurare quarantene che potrebbero far saltare lo spettacolo (come successe lo scorso anno a pochi giorni da Sant’Ambrogio a causa di un focolaio nel coro con la Lucia di Lammermoor sostituita da un gala di stelle), infatti, somigliano in parte a quelli utilizzati nel mondo del calcio.
        Il sovrintendente Dominique Meyer ha smentito alcune indiscrezioni di stampa a partire da quella secondo cui sul palco i coristi terranno la mascherina. “Stiamo lavorando in modo serio con l’ospedale Sacco e il professor Giuliano Rizzardini dall’inizio dell’epidemia e collaboriamo con l’Ats” ha spiegato. Le novità includono tamponi più frequenti per chi non può tenere la mascherina, non più uno ogni tre giorni ma ogni due. Tamponi per chi viene a contatto anche non prolungato con gli artisti. E nel caso di un contagio, l’idea è di usare “un sistema che somiglia a quello del calcio dove non tutti i contatti sono messi in quarantena ma vanno in una bolla”, limitando gli spostamenti a quelli fra casa e il teatro. E a tutti i lavoratori è chiesto il rispetto di tutte le regole non solo in teatro ma anche fuori.
        Se la situazione resterà quella attuale (con la Lombardia in zona bianca), “l’orchestra terrà la mascherina, ad eccezione dei fiati che la toglieranno mentre suonano – ha spiegato il sovrintendente – mentre sul palcoscenico non l’avranno perché il regista Davide Livermore fa di tutto in modo da mantenere le distanze. La regola fondamentale nei protocolli è la distanza e quella vogliamo seguire anche se è molto difficile”.
        “E’ uno sforzo che dobbiamo fare per questo spettacolo che tutti aspettano” ha detto aggiungendo che praticamente tutte le repliche sono soldout e che “anche per gli abbonamenti abbiamo raggiunto il nostro obiettivo”. Occasione per farlo, è stata la conferenza stampa per presentare la campagna di comunicazione per il ritorno a teatro del pubblico del Ministero della Cultura e di Agis con il ministro Dario Franceschini e Livermore, che ne ha curato gli spot insieme a Paolo Gep Cucco. Spot girati sott’acqua “perché – ha osservato il regista – nell’acqua non ci si contagia come non ci si contagia a teatro”.
        Il mondo dello spettacolo “se ne sta inventando di ogni per far dimenticare che dobbiamo stare lontani anche quando facciamo l’amore, anche quando uccidiamo o ci baciamo” ed è quello che succede con Macbeth, dove sarà in scena un cast collaudato a Milano nelle ultime prime, che include la diva Anna Netrebko, il baritono Luca Salsi e il tenore Francesco Meli. “O si frigna o si fa e noi ci inventeremo delle cose. Vorrei – ha aggiunto – che ci fosse il riconoscimento di questo sforzo creativo”.
        Riconoscimenti che ha fatto Franceschini, ringraziando per l’impegno del settore che “ha saputo rispettare le regole”.
        Adesso, con l’aumento dei contagi, secondo il ministro, sono “urgenti” provvedimenti “più rigorosi”. Le decisione, ha premesso, spetta a Governo e Parlamento ma “credo che sia giusto differenziare fra chi ha il green pass perché è vaccinato e chi perché ha fatto il tampone” ha concluso. Cosa succederà si vedrà in futuro, di certo il 7 dicembre è in programma Macbeth, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
        (ANSA).
       


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