Pera Toons, amo cambiare e il pubblico mi segue

Mag 13, 2022

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    PERA TOONS, GIOCHI E RISATE (Tunué, pp.160 14.50 euro)

    La battuta fulminea, l’enigma divertente, la freschezza di un approccio “easy” ma intelligente. Lungo queste direttrici si muove il lavoro del fumettista Pera Toons, all’anagrafe Alessandro Perugini, che il 16 maggio tornerà in libreria con “Giochi e risate”, un concentrato di battute, indovinelli, enigmi trabocchetto, test, rebus, quiz, sfide visive, prove di logica e freddure in previsione dell’estate.
        Autentico fenomeno del web – dove ha creato una community di circa 3 milioni di persone, maggiormente ragazzini dai 10 ai 14 anni – ma capace di grandi performance anche in libreria (è nella classifica dei libri per ragazzi più venduti con 2 titoli, “Ridi che è meglio”, con oltre 70.000 copie, e “Sfida all’ultima battuta”), Pera Toons, classe 1982, cambia spesso format e approcci: “lo faccio per non essere dimenticato: non mi fermo mai, mi reinvento continuamente”, dice il fumettista in un’intervista all’ANSA, sottolineando però la complessità di un lavoro “in cui la sintesi è tutto. Del resto oggi l’attenzione è bassa e le distrazioni sono tante. Forse è una velata critica la mia: noi che creiamo contenuti sul web dobbiamo adattarci al gusto della massa e all’algoritmo. Però asciugando al massimo, se sei bravo, dici quello che vuoi dire e riesci a emergere”.
        “Mi viene spontaneo fare battute e freddure, ma c’è tanto lavoro di limatura dietro. Preferisco arrivare subito al dunque, perché troppo testo nei fumetti non mi piace. Sono minimalista in tutto, anche nell’abbigliamento e nell’arredamento, così come nei testi e nel disegno” prosegue, “in quest’ultimo libro ho cambiato qualcosa rispetto ai due precedenti, aggiungendo i giochi e gli enigmi, rispolverando l’interazione con il lettore, come con il format Chi ha ucciso Kenny?”. In partenza per Internazionale Kids a Reggio Emilia, il primo festival di giornalismo per bambini (27-29 maggio) dove sabato 28 sarà protagonista dell’evento “Ridi che è meglio” (“farò un laboratorio ideato da me su come nasce e quali sono i vari tipi di freddura”, dice), Pera Toons ammette che il rapporto con il suo pubblico, in particolare quello dei bambini, è forse la parte più bella del suo lavoro: “Sono trasversale, non ho mai fatto una scelta di target a cui rivolgermi. Però se un mio libro è il primo letto da un bambino sono strafelice: è un orgoglio se qualcuno inizia a leggere con me”, afferma, “adoro il fatto che i bambini cerchino di imitarmi. Fanno le battute, le ridisegnano, le mettono in scena. E i genitori spesso mi ringraziano: perché tra cellulari e Netflix, è difficile mettere in mano un libro ai più piccoli”. “Piaccio anche ai cosiddetti bambini speciali: sono tantissimi quelli che mi seguono”, dice con emozione, “e questa è una cosa bellissima, che mi fa stare ancora più attento al lavoro che faccio”. Da dove nasce l’ispirazione? “Le freddure sono operazioni linguistiche: mi piacciono molto i giochi di parole e poi mi ispirano anche i comici, come Capatonda o Lundini, e Leo Ortolani, il mio fumettista preferito”. Progetti futuri? “Continuerò a sperimentare nuovi format, ho iniziato anche a proporre video che raccontano cose personali e storie più lunghe”, conclude, “vorrei fare anche delle mini guide video con nozioni elementari su temi specifici come ambiente e sistema solare, ma più per adulti che per bambini”. 


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