Perché ascoltare i social è un errore

Gen 10, 2022

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    Nonostante il nome da investigatore privato di Kansas City, il californiano Jonah Peretti è a suo modo un genio. È stato il più acuto, efficace e cinico psicologo delle masse sul web e ne ha ricavato una fortuna. Cofondatore dell’Huffington Post, il meglio di sé lo ha dato col sito BuzzFeed, una fabbrica di emozioni in forma di storie spesso futili confezionate apposta per dare immediata soddisfazione ai gusti, alle curiosità e agli umori della Rete. Con particolare cura per quelli più bassi.

    Dall’alto della sua indiscutibile esperienza, e forte di un’impresa stimata 850 milioni di dollari, Peretti l’ha messa così: «Il Web è dominato da psicopatici. I contenuti sono più virali se aiutano le persone ad esprimere appieno i loro disturbi di personalità». Una lezione che, seppur ridotta all’osso, politici e commentatori farebbero bene a rammentare. Soprattutto ora che tra emergenza sanitaria, elezione del presidente della Repubblica e destino del governo Draghi il sistema politico e mediatico italiano è alle prese con scelte quantomai «fatali» per il futuro della Nazione.

    Sembra assurdo doverlo ribadire, ma il web non è lo specchio della società. È un groviglio di sentimenti per lo più negativi, uno sfogatoio, una lastra deformante. Pensare che le tesi che vi prevalgono siano quelle che prevalgono nel mondo reale è il più classico degli errori. A seguire gli umori del web, ad esempio, si corre il rischio di convincersi che la maggioranza degli italiani è scettica sui vaccini e contraria al green pass. Ma non è vero. Così come non è vero che le elezioni anticipate siano in cima alla lista dei desideri dei nostri connazionali, che Mario Draghi sia universalmente equiparato al doctor Goebbels e che un non politico al Quirinale sia l’auspicio formulato dalla metà più uno dei cittadini italiani.

    Se i sondaggi di opinione hanno a lungo condizionato le scelte dei decisori e le opinioni dei commentatori politici inducendoli spesso all’errore, assecondare gli umori dei social li (ci) condurrebbe a catastrofe certa. Il metodo cartesiano suggerisce di considerare quelle del Web verità relative: utili per capire ciò che si muove nella pancia di alcune minoranze, inutili per interpretare il sentimento della maggioranza. Verità da contrastare in Rete con i metodi della Rete, magari avvalendosi della consulenza di Jonah Peretti come fece Barak Obama per le presidenziali del 2012.

    (La parabola di Jonah Peretti, e molto altro, l’ho tratta da Mercanti di Verità di Jill Abramson. Un libro illuminante).


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