Persi per Bowie, a Cannes applausi per Moonage Daydream

Mag 24, 2022

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    (ANSA) – CANNES, 24 MAG – E’ uno dei colpi di fulmine di
    Cannes 2022 il documentario MOONAGE DAYDREAM di Brett Morgen:
    una full immersion nell’universo di David Bowie che ti avvolge e
    quasi ti stordisce come una performance psicadelica. Il film,
    fuori concorso, del regista che già si era occupato nel 2016
    egregiamente di Kurt Cobain, è un incredibile lavoro di archivio
    tra le montagne di video, esibizioni, film, rappresentazioni che
    la personalità unica dell’artista inglese hanno prodotto nella
    sua vita. Eppure Morgen riesce a trovare un filo: la voce di
    David Bowie (montata tra le tante interviste) . Non ci sono
    testimoni a parlare ma solo lui, lui e la sua arte.
        Per realizzare Moonage Daydream, Morgen ha avuto accesso alla
    collezione della David Bowie Estate, per la prima volta nella
    storia: 5 milioni di beni, disegni, registrazioni, film e
    riviste rari e mai visti prima. Il regista ha trascorso quattro
    anni ad assemblare il film e altri 18 mesi a progettare il
    paesaggio sonoro (ed è davvero un paesaggio), le animazioni e la
    tavolozza dei colori. I titoli di coda sono lunghi minuti:
    scorrono i titoli di tutte le citazioni, dei tour, dei film,
    delle piece di quest’uomo speciale che a 33 anni, per fare un
    esempio, aveva inciso 17 album, girato due film, riempito le
    gallerie d’arte dei suoi lavoro di pittura e scultura, avuto a
    Broadway il primo successo per un musicista.
        Moonage Daydream non delude le aspettative: è una immersione
    vera e propria anche per come è stato girato, non c’è l’idea di
    rimettere in circolazione materiali d’epoca ma rielaborarli,
    renderli nuovi. Per un fan di Bowie il film è uno scrigno di
    tesori.
        La musica non si ferma in un continuo alternarsi, quasi dei
    lampi, dai primi successi giovanissimo Ziggy Stardyst di Space
    Oddity passando per Life on Mars, Hallo Spaceboy, Heroes e poi
    le riprese dei concerti con le immagini di isteria che lo hanno
    accompagnato fin da quando si è capito come quel ragazzo di
    Brixton, poco amato dalla madre e orfano di padre, fosse davvero
    unico. L’artista androgino, che provocò l’Inghilterra di inizio
    anni ’70 dichiarando la bisessualità, usando make up, smalto e
    tacchi alti, è stato, una persona eclettica capace di
    interpretare tanti ruoli. (ANSA).
       


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