“Petrocelli non si può sostituire”: i 5S nel caos

Apr 28, 2022

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    Sul caso Vito Petrocelli si consuma l’ennesima sceneggiata targata Movimento 5 Stelle. L’ex premier Giuseppe Conte ha impiegato poco tempo nel mostrare i muscoli e annunciare l’espulsione del senatore dal gruppo grillino, ma ora il M5S sta facendo ancora una volta melina su una questione cruciale dal punto di vista politico: i partiti di maggioranza sembrano essere d’accordo sulla necessità di sostituire Petrocelli dalla presidenza della commissione Esteri al Senato, ma all’atto pratico i pentastellati frenano e così l’impasse non viene tolta dal tavolo.

    La melina del M5S

    In merito si è espressa Mariolina Castellone, capogruppo del Movimento 5 Stelle al Senato, che ha sottolineato l’esigenza di rispettare le leggi in vigore anche quando non vengono del tutto condivise. In tal senso ha parlato del Regolamento del Senato all’articolo 27 comma 3-bis, secondo cui i componenti dell’Ufficio di Presidenza “che entrano a far parte di un gruppo diverso da quello al quale appartenevano al momento dell’elezione, decadono dall’incarico“. Il punto è che questa disposizione “non si applica quando la cessazione sia stata deliberata dal gruppo di provenienza“.

    L’ira di Pd e Iv

    Al di là delle questioni interne all’intricato mondo grillino, a far irritare il Partito democratico è l’atteggiamento dei compagni 5 Stelle sulla sostituzione di Petrocelli dalla commissione Esteri al Senato. Simona Malpezzi, presidente dei senatori del Pd, ritiene che lo spostamente è del tutto consentito dal Regolamento: “È fattibile e a nostro giudizio va fatto senza indugio“. Pertanto viene vista come “la via maestra“.

    La pensa allo stesso modo Laura Garavini: la senatrice di Italia Viva ha fatto sapere che la commissione Esteri è pronta a inviare una lettera di sfiducia e ha invitato il Movimento 5 Stelle a prendere una posizione netta in merito. Anche il renziano Davide Faraone sostiene che il regolamento invece consente di farlo. Motivo per cui ha chiesto ai grillini di “indicare una soluzione immediata” sul caso Petrocelli e li ha accusati di avere una posizione “preoccupante e ambigua” sulla guerra.

    I 5 Stelle vanno in tilt

    Proprio pochi giorni fa Giuseppe Conte aveva fatto sapere di aver avviato l’iter per arrivare all’espulsione di Petrocelli dalla galassia grillina. Dopo una serie di provocazioni, la goccia che ha fatto traboccare il vaso sono stati gli auguri di una buona festa della LiberaZione utilizzando la “Z”. Che ormai è diventato il simbolo dell’invasione di Mosca ai danni dell’Ucraina. Ma l’avvocato Daniele Granara ritiene che l’espulsione di Petrocelli sia “incostituzionale” e ha posto l’ipotesi del conflitto di attribuzione: “In quanto senatore risponde alla Nazione, non al suo partito né al suo gruppo parlamentare“.

    Come ricordato da Domenico Di Sanzo su ilGiornale in edicola oggi, le strade percorribili al momento sono tre: dalle dimissioni di massa alla modifica del Regolamento del Senato per permettere la rimozione di Petrocelli, passando per il trasferimento a un’altra commissione. Ieri nella riunione della Giunta di Palazzo Madama non si è riusciti a trovare una soluzione definitiva: un nuovo incontro è stato fissato per martedì prossimo.


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