Pierpaolo Vettori, Un uomo sottile

Nov 17, 2021

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    PIERPAOLO VETTORI, UN UOMO SOTTILE (Neri Pozza, pp.256, 17 euro)

    Ha cullato il sogno d’ incontrare, nel terreno fecondo e immaginifico della letteratura, Daniele Del Giudice, uno dei suoi autori del cuore, per dialogare con lui e scoprire il segreto di quella profondissima, ineffabile leggerezza che lo ha reso uno dei grandi scrittori del ‘900. E poi, partendo da quel viaggio, ha cercato sulla pagina scritta, forse trovandolo, il coraggio per esorcizzare la paura della perdita di chi si ama e afferrare la bellezza al fine di preservarla, per non lasciarla andare. Così, offrendo un’esperienza di lettura tutta giocata sul filo dell’emozione, Pierpaolo Vettori ha vinto lo scorso settembre il Premio Neri Pozza con il romanzo “Un uomo sottile”, che la casa editrice di Vicenza ora porta in libreria dal 18 novembre.

    Laureato in lingue e letterature straniere all’Università di Torino con una tesi sul cinema della Swinging London, già due volte finalista al Premio Calvino, e autore nel 2012 del romanzo “Le sorelle Soffici” e nel 2018 de “Lanterna per illusionisti”, Vettori ha scelto di rendere omaggio a Daniele Del Giudice donandogli la sua voce, nell’estremo tentativo di farlo parlare ancora, dopo la scomparsa: il protagonista de “Un uomo sottile” è impegnato infatti nella ricerca di un famoso scrittore (nel libro citato solo come DDG) che non ha mai visto e che da anni ormai è chiuso in un Istituto di cura di Venezia, colpito da una grave malattia degenerativa. Il narratore del romanzo inizia a cercarlo nella convinzione granitica che in fondo DDG, pur assente a se stesso sia lì, ancora presente, pronto a esprimersi lasciando parlare per lui tutte le storie con cui ha emozionato i suoi lettori. Dialogando con i personaggi creati dall’amato e compianto scrittore, Vettori come in una sfida impossibile ripercorre la storia di Del Giudice, rievocandone la grandezza così come la terribile malattia. Ed ecco che l’autore di “Atlante Occidentale” torna a manifestarsi, uscendo dall’oblio in cui prima l’Alzheimer e poi la morte lo hanno confinato.

    Ma questa ricerca appassionata è per Vettori l’occasione anche per raccontare al lettore anche un’altra storia, più privata, che riguarda la sofferenza e la guarigione della moglie del protagonista, colpita da una malattia che potrebbe apparire simile a quella che ha colpito DDG. Affrontando il misterioso e complesso tema dell’identità, Vettori indaga la relazione profonda che lo lega a Del Giudice, invitando chi legge a riscoprirne l’opera, e al tempo stesso celebra lo straordinario potere salvifico della letteratura e quella miracolosa capacità della parola di proteggere dal brutale trascorrere del tempo la nostra memoria, privata e collettiva, realmente accaduta o solo vagheggiata. 


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