Pino Insegno, vi svelo in tv cosa si può fare con la voce

ROMA – “Tutti nasciamo con questo strumento. Ma poi nessuno studia come usarlo. E sì che con la voce si può far innamorare una donna, un leader può convincere un popolo, un medico rassicurare il paziente e il venditore piazzare, quasi, qualsiasi merce. E’ solo una questione di hertz”. Parola di Will Ferrell, Sacha Baron Cohen e Viggo Mortensen, tutti insieme. Ovvero Pino Insegno, attore, conduttore e soprattutto doppiatore di tanti divi di Hollywood, dal 17 novembre anche padrone di casa di “Voice Anatomy”, nuovo programma di Rai2, in onda il martedì in seconda serata.

“L’idea – racconta Insegno all’ANSA – è quella che predico da sempre e ovunque, anche nella cattedra alla Business School della Luiss: non è necessario avere una buona voce, servono le belle intenzioni”. Così, dopo la prima versione ai microfoni di Radio24, tra ironia e serietà, “quasi come un tutorial”, Voice Anatomy in tv sarà un viaggio lungo dieci puntate alla scoperta di questo strumento, delle sue potenzialità e delle sue infinite sfaccettature. Con grandi ospiti che nella vita hanno puntato tutto proprio sulla voce, come, nella prima puntata, un inedito Andrea Bocelli, che si presta a doppiare Insegno e confessa di sognare “l’estensione di Caruso, il cuore di Franco Corelli e la voce parlata di Luca Ward”. E poi, proprio Ward e Francesco Pannofino, con i loro monologhi più celebri, da Il gladiatore alla serie tv Boris. “Non abbiamo mai doppiato nulla tutti e tre insieme – ammette Insegno -. Ma potremmo mettere su un trio, un po’ come i tre tenori”.

In arrivo nelle prossime tappe, anche “Vittorio Sgarbi per il tema voce e potere, Giorgia Meloni con un divertentissimo monologo dal Trono di Spade”, Yuri Chechi, Bungaro, Gianluca Rocchi, Marcello Lippi, Fabio Caressa. “Analizzeremo poi perché i discorsi dei leader del mondo hanno così presa sulle persone – prosegue l’attore -. E con la rubrica Non è mai troppo tardi 2.0 cercheremo di far recuperare il tempo perduto. Io? No, non ho vagito in maniera imponente appena nato. Ho capito di avere una voce quando l’ho persa la prima volta, a 18 anni. Recitavo già con l’Allegra brigata, ero al Sistina con Gino Bramieri e facevo doppiaggio, anche se al tempo solo di film porno. In quell’occasione, per la prima volta ho capito che dovevo salvaguardare la mia voce e imparare come usarla”.

In “squadra” accanto a Insegno a “Voice Anatomy”, anche il soundteller Albert Hera, uno dei più grandi vocologi al mondo, l’imitatore Claudio Lauretta, il campione di Human Beatbox Azel Cuna, il medico delle star Franco Fussi, la performer Roberta Siciliano e il coreografo Claudio Ferraro, l’influencer e doppiatore The Merluzz, il professore di dizione Andrea Papalotti, il duo comico de Le Coliche e il cabarettista Max Paiella (la regia è di Francesco Ebner). In studio niente strumenti né basi musicali: la musica è interamente live e vocale con il gruppo Cluster, nella prima puntata affiancati dal rapper Shade. “Il mondo del doppiaggio è forse uno dei più meritocratici: ormai decidono tutto gli americani e gli inglesi e, non c’è storia, passi solo se hai la voce ‘giusta’”, prosegue Insegno che ha da poco terminato l’edizione italiana della 23/a stagione di American Dad! e Borat2, mentre la domenica su Rai Radio2 con “Riderai” da nuovamente voce ai grandi del passato. “Il mio sogno? Doppiare un film d’amore – confessa -. Non importano sceneggiatura o difficoltà. Voglio far piangere e commuovere senza freni, alla Love Story”.


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