• Ponte sullo Stretto, centrodestra compatto. Sinistra all’attacco per fermare tutto

    Condividi l'articolo

    Il governo Meloni, con la spinta del vicepremier e ministro delle Infrastrutture e Trasporti Salvini, ha riaperto da alcune settimane il dossier per la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina. Curiosità: nonostante l’opera non sia mai stata realizzata, ma sempre annunciata o progettata costando centinaia di milioni di euro ai contribuenti italiani, già nell’antica Roma se ne parlava. Anche se il primo punto di partenza certo, a livello di progettazione, è il 1861, con il governo La Marmora.

    Secondo alcuni calcoli della giornalista Milena Gabanelli “il ponte che non si è mai fatto è già costato 1,2 miliardi di euro”. La conferma arriva da Angelo Bonelli (Alleanza Verdi e Sinistra): “Sono stati spesi 1,2 miliardi di euro e si continua a foraggiare un progetto che costerebbe all’Italia 8/10 miliardi di euro. Tutto ciò è assolutamente ingiustificabile“.

    La colossale opera pubblica è stata anche il cavallo di battaglia del presidente Silvio Berlusconi fin dalla sua discesa in campo, tanto da conquistare gran parte dei consensi proprio in Sicilia e Calabria. Coincidenza: entrambe le regioni oggi sono governate da due presidenti di Forza Italia, Renato Schifani e Roberto Occhiuto. Soddisfatto per l’evolversi della situazione è infatti il senatore cosentino Mario Occhiuto (FI), il sindaco architetto, fratello del governatore calabrese: “Le interlocuzioni sono ormai abbastanza frequenti tra il governo e i due presidenti di regione. Vedo che c’è un’accelerazione e una volontà comune di realizzare questa grande infrastruttura. Io lo avrei messo come copertina del Pnrr. Ci vuole anche coraggio”.

    Proprio riguardo alla posizione delle istituzioni governative europee, fondamentali per finanziare l’opera, il messaggio è stato chiaro. L’Italia prepari con la dovuta precisione il progetto a cui seguirà una rigorosa analisi e quindi partecipazione economica. Più cauta la posizione dell’ex ministro degli Affari Regionali, Mariastella Gelmini (Azione-IV): “L’ultimo progetto non lo abbiamo ancora visto. Noi siamo per lo sblocco delle infrastrutture… abbiamo visto che in Cdm sono passate delle modifiche al Codice degli appalti e ciò che va nella direzione di semplificare e sburocratizzare ci vede favorevoli”.

    Soddisfazione piena tra i rappresentanti della Lega. Il senatore Manfredi Potenti, membro della Commissione Ambiente e Lavori pubblici, pone l’attenzione sui grandi ingegneri, architetti e professionisti italiani di fama mondiale capaci di realizzare capolavori dell’architettura globale. Tra i tanti problemi evidenziati c’è quello di una zona sismica e in continuo movimento. “La sismicità dell’area – sottolinea il senatore leghista – così come tutti gli altri aspetti geologici sono certamente noti, come lo sono però anche le tecniche e le soluzioni usate in tutto il mondo, ed in grado di garantirci la stabilità ed una lunga vita operativa della struttura”.

    Il viceministro delle Infrastrutture e Trasporti, Edoardo Rixi (Lega), molto vicino al segretario e ministro leghista, intercettato dal Giornale nei corridoi di Palazzo Madama evidenzia l’importante collaborazione e dialogo tra Salvini e i vari interlocutori di Bruxelles e sottolinea come il ministero abbia avviato con Ferrovie dello Stato il potenziamento della tratta ferroviaria Salerno-Reggio Calabria con l’obiettivo di sbarcare in Sicilia. Il Partito Democratico, tramite il senatore Michele Fina attacca il governo: “Ha preso fin da subito l’abitudine di farci discutere di titoli dietro i quali c’è il nulla… l’Italia nel frattempo avrebbe emergenze assolute non più rinviabili, tra le quali infrastrutture vetuste a partire da quelle calabresi e siciliane, interventi capillari contro il rischio e dissesto idrogeologico, prevenzione e adattamento per affrontare l’aumento di fenomeni sismici”.

    Chiude la discussione senza mezzi termini Angelo Bonelli (Alleanza Verdi e Sinistra): “Presenteremo un esposto alla commissaria Ue sui trasporti. Il ponte è un progetto anacronistico. L’Italia è un paese del G7 che va ancora con le littorine, dove per un viaggio da Taranto a Reggio Calabria si impiegano sette ore, senza contare l’inquinamento provocato dal fumo derivante dalla combustione di gasolio”.

    La partita sulla più nevralgica e discussa grande opera italiana è appena iniziata e chissà come andrà a finire, visti i precedenti. Non resta dunque che attendere.


    Fonte originale: Leggi ora la fonte