Preziosi e Pandolfi, fratello e sorella per Netflix

Ott 1, 2021

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    ROMA – “A volte per ritrovarsi bisogna prima perdersi”. Un funerale apre il film ed è proprio in quel momento solenne che viene fuori la contrapposizione tra quello che è il personaggio di Claudia Pandolfi (Tesla), seria e forse un po’ troppo affannata e il suo strambo fratello, interpretato da Alessandro Preziosi (Nick), che irrompe alla funzione come un tuono vestito con una camicia sgargiante – portandosi dietro addirittura una tavola da kitesurf. I due non si vedevano da vent’anni, da allora neanche una telefonata. “Non me lo immaginavo così – le dice la figlia Carolina ventenne – neanche io risponde Tesla, ma lo vedi come si è presentato vestito in quel modo”. In streaming su Netflix, a partire dall’8 ottobre, “Mio fratello, mia sorella”, diretto da Roberto Capucci, è un film Netflix in associazione con Mediaset prodotto da Lotus Production, una società di Leone Film Group. Una storia dove al centro troviamo i rapporti familiari, la diversità, la disabilità, l’accettazione, l’attraversamento del dolore per giungere al perdono, una storia che alla classica impostazione del film ‘corale’ aggiunge un tema particolare, quello della convivenza con un familiare affetto da gravi disturbi psichici. Protagonisti due attori di spessore, come Pandolfi e Preziosi che trovano sullo schermo, e si vede, una grande affinità nei panni di due fratelli, Tesla e Nick. Si rivedono al funerale del padre, professore universitario di Fisica, e proprio dal suo testamento saranno costretti a convivere sotto lo stesso tetto per un anno. In casa ci sono anche i figli di Tesla, Sebastiano (un incredibile Francesco Cavallo, giovane attore alla sua prima esperienza), geniale violoncellista affetto da schizofrenia, e Carolina (Ludovica Martino conosciuta al pubblico giovane per Skam Italia e sotto Il sole di Riccione), con cui Tesla ha un rapporto conflittuale. “Perché non me lo hai detto di cosa soffriva Sebastiano?”, chiede Nick che era un talentoso pianista.

    “Che avresti fatto – replica la sorella – saresti tornato…perché sono stanca di quelli che dicono è strano e io invece voglio solo proteggerlo”. Nick era un talentuoso pianista ma da quando è rientrato a Roma insegna Kitsurf sul litorale, e instaurerà un incredibile rapporto con Sebastiano, ma anche con la nipote che aveva abbandonato al suo arrivo la casa familiare per trasferirsi nel camper che il nonno le ha lasciato. Col tempo tutti troveranno un equilibrio, ma una serie di eventi porterà i personaggi a fare i conti con paure e segreti, in un difficile viaggio verso il perdono e l’accettazione di sé stessi e dei propri legami. Nel cast la partecipazione di Caterina Murino nel ruolo di Giada, ex fidanzata di Nik e motivo della sua fuga si scoprirà, ma con chi l’aveva scoperta insieme?. “Parlare di schizofrenia – dice il regista – è stato delicato e interessante, ho lavorato con il professor Martinotti, presidente della Società Italiana Psichiatria, che ci ha dato l’opportunità di raccontare il disturbo facendoci entrare in un mondo incredibile, a cui ho lavorato con la sceneggiatrice Paola Mammini. Gli attori hanno preparato il film con grande professionalità, entusiasmo e dovizia dei particolari. Si sono avvalsi di esperti per ogni aspetto della loro interpretazione: psichiatri, musicisti e sportivi professionisti, per rendere al meglio le caratteristiche dei propri personaggi e affinare l’interpretazione che ne hanno dato”. “Ho approcciato questo film trovando già una donna ben destrutturata – spiega Pandolfi – di solito ci si appoggia sui punti fermi dei personaggi, mentre lei è disarmata e vive di costanti auto sabotaggi. Volevamo che la famiglia fosse raccontata in maniera autentica, anche io ho ascoltato molte testimonianze di donne che sono nella stessa situazione di Tesla. Il rapporto con Alessandro è stato fondamentale perché tra noi c’è molta empatia, è un uomo imponente anche fisicamente quindi era facile sentirlo fratello. Io ho una sorella di 10 anni più giovane con la quale ho un rapporto straordinario, i fratelli sono per sempre la metà di noi”.

    Preziosi evidenzia: “Non sono una persona che compatisce e credo che il modo in cui ho interagito col personaggio di Francesco sia stata una strategia di distanza. Credo che abbia funzionato molto. Le scene con Claudia sono frutto di una grande empatia, anche quelle dove giochiamo fuori nel cortile a basket e poi quella più emozionante dopo la litigata in cucina, quella dove le chiedo scusa, l’abbraccio è stato naturale, siamo due attori che non si negano, alcune non erano forse nemmeno in sceneggiatura”. E quindi “se avessi avuto una sorella sarebbe stato una grazia troppo grande, sono fortunato ad avere due fratelli maschi e me li faccio bastare”. Pandolfi tornerà in tv a novembre al fianco di Alessandro Gassman con la serie Un Professore per la regia di Alessandro D’Alatri. Preziosi arriverà a data da destinarsi in sala con Bla Bla Baby di Fausto Brizzi. E’ inoltre tra gli interpreti de La peste di Francesco Patierno, adattamento originale del romanzo di Camus, legato anche all’emergenza covid.


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