Prima campanella per più di 25 mila studenti riminesi, nell’esordio della scuola in tempo di Covid

Un ritorno che deve fare i conti con le nuove precauzioni, normative sanitarie e comportamentali che ha visto tutto il sistema scolastico riminese, dalle Istituzioni alle Direzioni didattiche, fino alle famiglie, collaborare sin da giugno scorso per arrivare pronti alla data del 14 settembre. Tutti i plessi, classe per classe, banco per banco, sono stati modificati per essere in regola con i nuovi parametri previsti dalla legge, e ora sono pronti ad ospitare tutti gli studenti riminesi. L’assessore ai servizi educativi del Comune di Rimini, Mattia Morolli, ha scelto le aule della nuova scuola primaria “Montessori” (che sarà inaugurata proprio lunedì 14 settembre, primo giorno di scuola) per fare il punto sulle novità, i numeri e gli scenari relativi alle scuole riminesi.

I numeri

Saranno più di 25 mila gli studenti riminesi pronti ad iniziare il nuovo anno scolastico 2020/2021. Anche se ancora non sono state formalizzate tutte le iscrizioni, la maggior parte di questi, circa il 40%, si siederanno sui banchi delle scuole di secondo grado, il 27% su quelli delle scuole primarie, il 16% su quelli delle secondarie di primo grado, il 14% in quelli delle materne e il 3% nei nidi.

La riorganizzazione degli spazi nelle scuole di Rimini

Interventi non solo di emergenza ma di prospettiva, nell’ottica di scuole aperte e dinamiche, con spazi modulabili e servizi in grado di essere disponibili ben oltre le cinque ore di lezione. Un intervento straordinario, partito a giugno in accordo e seguendo le indicazioni delle direzioni didattiche, per la riapertura in sicurezza dei plessi scolastici riminesi, con un investimento complessivo di 750 mila euro. Rimini ha giocato di anticipo sull’uscita delle linee guida ministeriali e oggi è pronta per far tornare in classe, in sicurezza, tutti gli studenti degli oltre settanta plessi facenti capo al Comune di Rimini (50 tra scuole statali d’infanzia, primarie e secondarie, 27 tra nidi e scuole materne comunali). Un’ analisi mirata alla progettazione della ripartenza e ad una riflessione condivisa dal punto di vista organizzativo e didattico,  che ha anticipato di gran lunga i tempi e le direttive, giunte poi dal Ministero dell’Istruzione con l’approvazione del “Piano scuola 2020-2021”. Plesso per plesso, scuola per scuola, classe per classe, dirigenti scolastici e comunali hanno lavorato insieme per programmare i lavori di adeguamento di aule, spazi comuni, laboratori ed esterni per garantire il corretto distanziamento tra studenti e il rispetto delle norme nazionali di contrasto al covid.

Più spese, ma non per le famiglie. Nuove assunzioni e nuovi servizi in aggiunta al già corposo sistema di diritto allo studio

Il diritto allo studio del Comune di Rimini è uno degli assi centrali del bilancio dell’Amministrazione, che si sostiene grazie ad investimenti importanti che superano i 17 milioni di euro, senza calcolare le spese specifiche per il personale. Questi numeri non solo non sono stati abbassati negli anni ma, anzi, hanno ricevuto una ulteriore iniezione di liquidità.  Oltre 280.000 euro saranno dedicati al potenziamento per tutto l’anno del personale ausiliario, educativo ed insegnante con 10 fra educatori ed insegnanti a tempo pieno e 9 ausiliari part time. I costi necessari per il potenziamento del personale e dei servizi sarà tutto a carico del Comune di Rimini che manterrà inalterate sia le rette per le scuole comunali che quelle per le mense.

Nuova segnaletica e percorsi protetti per i più piccoli di nidi e materne

Saranno 1.818 i piccoli riminesi che inizieranno l’anno nei nidi e nelle materne. Di questi, 493 nei nidi comunali, più i 111 dell’Asp Valloni, e 1214 nelle materne comunali. Per loro è stato pensato un nuovo e dedicato percorso di segnaletica, in grado di indirizzarli insieme ad insegnanti, educatori e genitori nei percorsi di entrata, uscita e nella fruizione degli spazi.

Il protocollo di sicurezza

Poche regole, ma chiare ed esposte con grafiche dedicate all’ingresso e negli spazi comuni per i genitori e gli accompagnatori dei bimbi delle materne e dei nidi. Tra queste, l’obbligo di mascherina, l’ingresso consentito solo ad un genitore o accompagnatore, il mantenimento della distanza di un metro, l’igienizzazione e il lavaggio frequente delle mani, evitare strette di mani ed abbracci, rimanere negli spazi comuni solo il tempo necessario, starnutire o tossire usando fazzoletti monouso o la piega del gomito, non accedere con temperatura superiore a 37,5°.

Il patto di alleanza e corresponsabilità

È l’altra novità di nidi e materne, dove anche le famiglie sono chiamate alla collaborazione circa le misure organizzative, igienico-sanitarie e i comportamenti individuali volti al contenimento della diffusione del contagio da Covid-19. Tra queste, particolare attenzione viene richiesta alle famiglie per il rispetto della regolazione dei flussi di ingresso e uscita, seguendo le indicazioni della segnaletica verticale ed orizzontale appositamente installata e rispettando rigorosamente il distanziamento e l’uso della mascherina; la famiglia  può portare i bimbi con un solo accompagnatore (preferibilmente sempre lo stesso), e si impegna a non creare assembramenti fuori dal plesso e ad attendere il proprio turno di accesso.

 Ai genitori viene chiesto di trattenere il proprio figlio/a al domicilio in presenza di febbre (superiore a 37,5°) o anche di una sola delle sintomatologie riferibili al Covid – 19 quali, comunicando alla Scuola/Nido d’Infanzia l’assenza per motivi di salute. Si  condivide con le famiglie la necessità da parte del personale scolastico di misurare la febbre  con termometro senza contatto all’ingresso . Nel caso siano presenti casi di di positività, i genitori, prima del rientro del bambino a scuola, si impegnano a produrre un attestato del Dipartimento di sanità pubblica di avvenuta guarigione.

Sostegno scolastico

Una parte consistente delle risorse investite nel diritto allo studio andrà, come ogni anno, per il sostegno scolastico handicap. Un fiore all’occhiello per cui il sistema educativo riminese investe più di 5 milioni e garantisce assistenza a 451 studenti, con un programma particolarmente tarato sulla fascia di età 0/6 anni (quella in cui, da rilevanze scientifiche, il cervello umano è in grado di avere i maggiori benefici e apprendimento) e che prevede continuità anche estiva, grazie al finanziamento anche di educatori dedicati nei centri estivi. Di questi, 237 sono quelli seguiti nelle scuole statali del primo ciclo di istruzione (infanzia, primaria, secondaria primo grado),  109 nelle scuole del secondo ciclo (scuole secondarie di secondo grado)
55 nei nidi e materne comunali e 50 bambini/alunni nelle scuole private paritarie.

Mense e trasporto scolastico

Con una variazione di bilancio dedicata il Comune di Rimini è intervenuto  a copertura delle maggiori spese per il servizio di mensa, che in considerazione delle aggiornate normative in materia igienico sanitaria richiederà anche un incremento di personale. In questo modo la maggiore spesa non andrà a incidere sulla retta a carico delle famiglie, che dunque resterà invariata.

Sicurezza degli alimenti, qualità dei menù, conferma del biologico, contenimento dei costi per le famiglie, questi gli aspetti su cui, nel rispetto del nuovo protocollo della Regione Emilia-Romagna il Comune di Rimini è intervenuto sulle mense scolastiche. Già da luglio, con le aziende che seguono il servizio di mensa, ci sono continui sopralluoghi nelle scuole per studiare soluzioni personalizzate per ogni singolo plesso. Quelle della Regione sono indicazioni in linea con quanto auspicato e con quanto già fatto, anche a livello di edilizia scolastica, per garantire il migliore equilibrio tra sicurezza, qualità del pasto e utilizzo degli spazi. Manterremo gli standard del biologico (Rimini è stata premiata come città capofila in Italia ) senza tornare alla plastica.

Per quanto riguarda il trasporto scolastico si è intervenuti per potenziare tratte e personale dedicato, anche qui, senza aggiunta di costi da parte delle famiglie. Più linee di scuolabus, steward e personale dedicato a garanzia del mantenimento delle distanze di sicurezza e del rispetto delle norme sanitarie e dei flussi. A titolo di esempio, è stato raddoppiato il trasporto sulla linea per le scuole medie Alighieri, per andare incontro ai diversi orari di entrata decisi dalla scuola. Come questa, altre linee sono e saranno potenziate. Sarà garantito un trasporto dedicato anche dalle scuole Ferrari alle Lambruschini e “vecchie” Montessori dove, come noto, saranno temporaneamente trasferite le lezioni durante i lavori per la realizzazione del nuovo istituto scolastico. Circa l’80% delle famiglie che utilizzano il servizio dedicato di scuolabus (circa 650) saranno poi destinatarie della facilitazione economica attraverso la quale sarà defalcato dal nuovo servizio il costo sostenuto l’anno scorso per il periodo del lockdown che, dal 22 febbraio a giugno, senza usufruire, ovviamente, del servizio interrotto.

Dove siamo oggi, la prima scuola post covid di Italia, la nuova primaria “Montessori” di Rimini. La prossima già in cantiere, la nuova primaria “Ferrari”

Non è casuale la scelta della nuova scuola primaria “Montessori” per la presentazione del nuovo anno scolastico. Si tratta infatti della prima scuola post covid di Italia. Progettata con criteri all’avanguardia dal punto di vista energetico, ambientale e di modularità nell’utilizzo degli spazi interni ed esterni – con ulteriori accorgimenti in fase di esecuzione per potenziare l’igiene degli spazi, come l’utilizzo di pavimentazioni continue in pvc omogeneo e l’implementazione delle superfici aeranti all’interno delle aule – la scuola è stata inoltre arricchita da una nuova serie di arredi scolastici in grado di conciliare le nuove esigenze di distanziamento e sicurezza con quelle dei diversi modelli didattici, da quelli tradizionali a quelli più innovativi, a partire dal “senza zaino”. La nuova “Montessori” – investimento da 2.700.000 euro, cofinanziato al 50% dal MIUR – sarà a consumo energetico quasi zero (nearly zero Energy building) e ospiterà dieci aule, laboratori, locali polifunzionali e relativi servizi, uniti da un atrio comune e con affaccio su un’ampia area verde. Gli spazi saranno distribuiti in maniera equilibrata sui due piani di circa 1800 mq, in e vedrà la presenza di materiali naturali quali legno, stoffa, carta, vetro e metalli – ovvero gli stessi che vengono utilizzati  nel metodo Montessori – per offrire al bambino esperienze sensoriali a tutto tondo e occasioni quotidiane per apprendere giocando.

La Montessori non sarà però l’ultima scuola ad essere costruita dall’Amministrazione comunale. In cantiere ci sono già i lavori per la nuova primaria “Ferrari” che, temporaneamente, sposterà la propria attività in spazi ricavati nelle vicine primarie Lambruschini – all’Ina casa – e nelle vecchie “Montessori” di via Marecchiese.

La nuova Ferrari avrà un costo di 4.900.000 euro, cofinanziato per 900.000 del Ministero dell’Istruzione. Saranno ricostruite al termine della totale demolizione dell’attuale struttura le nuove “Ferrari” che attualmente ospitano sia i 161 alunni suddivisi in 9 classi della scuola primaria “Luigi Ferrari”, sia i 50 bambini iscritti alla scuola dell’infanzia “Via Gambalunga” in 2 sezioni. si svilupperanno strutturalmente su due corpi di fabbrica, un corpo scuola, sviluppato su tre piani che ospiterà la le due sezioni dell’infanzia e i due cicli di primaria, e un corpo palestra, sviluppato su due livelli per ospitare al piano primo i locali per il civic center. Il progetto prevede pertanto di destinare gli spazi al piano terra alla scuola materna e alla palestra e di distribuire le attività della scuola primaria sui piani primo e secondo. Previsti sopra la palestra gli spazi dedicati al civic center. Una nuova scuola, dunque, pensata come spazio disponibile non solo all’attività didattica, ma anche ad attività extrascolastiche e come spazio flessibile e modulabile per assecondare l’uso diversificato dei luoghi della scuola, in grado di adeguarsi anche a diverse tipologia di utenza.

“Il 14 settembre tutte le scuole di Rimini – commenta l’assessore ai servizi educativi del Comune di Rimini, Mattia Morolli – sono nelle condizioni strutturali e logistiche per aprire in sicurezza e nel rispetto dei protocolli sanitari previsti dalla legge. Non era scontato e, per farlo, siamo partiti da lontano. Dopo il 22 febbraio, data del lockdown, sono iniziati i contatti con i dirigenti scolastici per capire, sin da subito, come lavorare insieme per riaprire le scuole. I lavori sono partiti a giugno e oggi siamo ai dettagli finali. Dopo i centri estivi, le scuole riaprono per un anno scolastico inedito. Chiusi i progetti per le modifiche strutturali delle scuole, ci siamo messi al lavoro per la logistica, trasporti, mense, personale. Servizi da reinventare e maggiori costi da sostenere, senza però gravare di un solo euro nelle tasche delle famiglie. Dopo il Covid ripartiamo con una scuola completamente nuova, la prima post covid di Italia, la nuova primaria “Montessori” e con una già in cantiere, la primaria “Ferrari”, e un’altra ancora  all’orizzonte per il futuro prossimo, a Torre Pedrera. In un bilancio, quello della nostra Amministrazione, dove il diritto allo studio è volutamente una delle voci principali, abbiamo voluto fare ancora di più, assumendo nuovo personale didattico e di ausilio per garantire la massima sicurezza ai più piccoli dei nostri nidi e materne, con percorsi di accesso e modalità educative frutto dei nuovi protocolli. Insieme a loro, uno sforzo in più lo abbiamo fatto per l’assistenza handicap, oggi ancora più importante. Sono investimenti che costano sacrifici ma che facciamo nella convinzione che dalla scuola, dalla sua ripartenza e dalla sua qualità, dipenda il rilancio e il futuro della nostra comunità”.


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