• Prodi torna ad attaccare: “Con le promesse del centrodestra…”

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    Romano Prodi torna in televisione ed ecco il solito attacco-lezione al centrodestra. Ospite di Otto e mezzo, l’ex primo ministro e volto di spicco del mondo Pd ha detto la sua sulle imminenti elezioni: il giudizio sulla coalizione formata da FdI, Forza Italia e Lega è ovviamente negativo. “Se si mettono insieme le promesse elettorali di Salvini, Meloni e Berlusconi si fa un debito infinito“, il giudizio del dem:“Ma sono solo promesse elettorali, io non ci credo…”.

    Tanti i temi sul tavolo di Lilli Gruber, non poteva mancare una riflessione sull’Ungheria.“Lì le elezioni sono state libere, nessuno lo mette in dubbio, ma il problema sono i comportamenti sulla giustizia e sui diritti”, l’esordio di Prodi:“Mi preoccupa che l’Italia, schierandosi con Orban, possa essere emarginata. Perchè in Europa siamo sempre stati in coloro che contribuivano alle decisioni, e di contrarie ai nostri interessi ce ne sono state poche”, ha rivendicato, elogiando l’importanza dello spirito europeo.

    Prodi tra Meloni e l’allarme democratico

    Soffermandosi su Giorgia Meloni, Prodi ha ammesso di non sapere che leader sarà: a suo avviso è molto brava in campagna elettorale, ma “abbiamo già visto persone brave in campagna elettorale ma non altrettanto sui tavoli internazionali”. L’83enne ha colto la palla al balzo per tornare sul presunto rischio democratico: “All’estero c’è più un’aspettativa preoccupata, l’ho notato. Una forte preoccupazione, come fu per il caso austriaco. Poi è tutto da vedere se si tramuta in allarme democratico o meno. Ma io ho più paura del rischio di emarginazione e di conseguenza di una flessione della nostra capacità di contrattazione in ambito europeo”.

    “Sì, voterò Casini”

    Parlando dei fatti di “casa sua”, Prodi ha speso parole di elogio per il segretario Enrico Letta.“Convince e parla chiaro: questo può sembrare una debolezza ma in realtà non lo è, è quello che serve oggi”, la sua visione: “Nel 1996 mi dicevano che dovevo urlare di più perchè ero sotto di 6 punti. Ma io non l’ho fatto, perchè non ne ero capace… Alla fine vincemmo noi”. Il suo voto andrà naturalmente al Pd, per la precisione a Pierferdinando Casini, candidato nuovamente con i dem dopo una carriera politica piuttosto movimentata:“Lo voterò volentieri anche perchè si fa più festa in cielo per un peccatore pentito che per 100 giusti”.


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