Psichiatra uccisa: giudici, sicurezza piegata a budget

Ott 28, 2021

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    (ANSA) – BARI, 28 OTT – “Una sottovalutazione del rischio di
    aggressioni al personale” legata anche a una “impostazione
    economicistica delle funzioni della sanità piegate alle esigenze
    del budget”. Così i giudici del Tribunale di Bari hanno motivato
    la sentenza con la quale, nell’aprile scorso, è stato condannato
    l’ex dg della Asl di Bari Domenico Colasanto alla pena di 3 anni
    e 6 mesi di reclusione. Secondo i giudici, non avrebbe garantito
    la sicurezza nel Centro di salute mentale di via Tenente Casale,
    nel quartiere Libertà di Bari, dove, il 4 settembre 2013, la
    psichiatra barese Paola Labriola è stata uccisa da un paziente
    con 57 coltellate.
        “La sottovalutazione del tema della sicurezza sul lavoro e la
    visione del criterio economico come guida principale dell’azione
    dei vertici dell’Asl – si legge nelle motivazioni della sentenza
    – ha determinato le scelte di Colasanto di non redigere il
    documento di valutazione dei rischi dei Centri di salute mentale
    e di non adottare adeguate misure prevenzionali, così creando le
    premesse per lasciare privo di adeguati presidi di sicurezza il
    Csm di via Casale, dove si è verificato il barbaro omicidio
    della dottoressa Labriola, che esercitava le sue funzioni con
    abnegazione in un Csm ad alto rischio di sicurezza”.
        Colasanto è stato ritenuto responsabile di omicidio colposo
    aggravato dalla violazione delle norme per la prevenzione degli
    infortuni sul lavoro e omissione di atti d’ufficio. Secondo i
    giudici, “vi è stata una sottovalutazione del rischio di
    aggressioni al personale, sia per l’adesione alle teorie
    basagliane contrarie alla militarizzazione dei Csm, sia per
    l’impostazione economicistica delle funzioni della sanità,
    piegate alle esigenze del budget, che denota la principale
    preoccupazione di molti manager pubblici della sanità, ossia
    l’equilibrio di bilancio, piuttosto che la tutela della salute e
    della sicurezza dei lavoratori”. (ANSA).
       


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