• Qatargate, scatta la fase due: spuntano nuovi indagati

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    Si allarga il Qatargate, la procura di Bruxelles è pronta a varare la nuova fase. Nuovi indagati e la richiesta di revocare l’immunità ad alcuni eurodeputati: queste le nuove tappe del lavoro degli inquirenti. Come riportato da Repubblica, l’Europarlamento sarà chiamato in causa direttamente: è già partita la comunicazione ufficiosa da parte dei magistrati belgi all’ufficio di presidenza dell’Eurocamera. Il messaggio è arcinoto: la richiesta di revocare l’immunità ad alcuni deputati europei.

    Entrando nel dettaglio del lavoro degli inquirenti, sono due gli europarlamentari chiamati in causa per il momento: l’italiano Andrea Cozzolino e il belga Marc Tarabella, in stand-by invece la posizione dell’italo-belga Maria Arena. La revoca dell’immunità rappresenterà un passaggio cruciale del Qatargate, dando il via a nuovi atti, nuove indagini e nuove perquisizioni. Delineata la roadmap: dopo la presentazione formale della richiesta da parte dei magistrati, la presidente dell’Europarlamento Roberta Metsola annuncerà la questione in aula e definirà preliminarmente l’esame della domanda alla commissione giuridica. Quest’ultima dovrà raccomandare all’Assemblea la bocciatura o l’approvazione della richiesta. In ultima battuta, il voto a maggioranza semplice dei deputati sulla raccomandazione.

    La nuova fase del Qatargate

    La Metsola ha ribadito la massima collaborazione ai magistrati di Bruxelles e si potrebbe arrivare alla votazione già a partire dal 16 gennaio. Anche in base agli ultimi sviluppi e alle prove in mano agli inquirenti, difficilmente verrà negata l’autorizzazione a procedere. Riflettori accesi sul passaggio dai corruttori ai corrotti, su ciò che ha portato gli eurodeputati ad agire in determinate direzioni. In base a quanto confermato dall’intelligence belga, l’italiano Cozzolino sarebbe intervenuto all’interno dell’Europarlamento per promuovere gli interessi del Marocco “in cambio di soldi”. “Nel 2019-2020-2021 avrebbero ricevuto parecchi centinaia di migliaia di euro dal Dged“, ovvero il servizio segreto marocchino. Cozzolino non rientra nell’elenco degli indagati e ha già chiesto di essere ascoltato dai magistrati, respingendo ogni addebito.

    Il Qatargate si basa sull’imponente lavoro delle autorità di Bruxelles, ma anche su testimonianze e confessioni. Alcuni protagonisti dello scandalo hanno già iniziato a collaborare con la magistratura, a partire dall’italiano Francesco Giorgi, compagno di Eva Kaili e collaboratore di Panzeri e Cozzolino. Ebbene, ha raccontato di “supporre” che Panzeri potesse aver dato del denaro a Cozzolino. E ancora, la Kaili ha confermato che il denaro trovato a casa sua potesse essere anche del capo di Giorgi, sempre Cozzolino, già “scaricato” da Panzeri.


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