QUANDO RIMINI SOGNAVA UNA FERROVIA IN VALMARECCHIA…….

Questa l’accorata lettera che il vulcanico deputato riminese Giulietti inviò all’allora Ministro dei Lavori Pubblici, on. Tupini, nel 1948:
“Rimini ha una particolare posizione strategica:vi fanno capo tre vie consolari, l’Emilia, la Flaminia e la Pomilia (quella che da Rimini va a Venezia). Rimini, lo tenga presente signor Ministro – e qualcosa del genere è accaduto anche nella recente guerra con la Linea Gotica – dev’essere raccordata con il suo hinterland.
Ha quindi bisogno di una bella linea ferroviaria per essere in diretta comunicazione con la Toscana, con il Tirreno: linea diretta. Occorre dunque, per inderogabili necessità nazionali, un ampio porto con sufficienti fondali e l’indispensabile nuova linea ferroviaria.
Occorre dunque per Rimini una ferrovia che, risalendo il corso del Marecchia, arrivi fino al Passo di Via Maggio, e metta questa plaga di Romagna in diretta comunicazione con Toscana,Sansepolcro ecc. Questa ferrovia avrebbe un valore immenso; certamente sarebbe in attivo, sarebbe quanto mai opportuna a tutti gli effetti…….
Vuole usarmi la cortesia signor Ministro, di prendere nota di questa richiesta?” (Atti Parlamentari della Camera dei Deputati, Seduta del 30 Settembre 1948)
Le istanze furono sostanzialmente respinte dal Ministro, che non si spinse oltre alla promessa del ripristino dell’esistente ferrovia sino a Novafeltria, che poi venne mantenuta.
L’idea di Giulietti, però, si rivelò valida e ineludibile, e si realizzò con la costruzione del grande collegamento non ferroviario ma stradale chiamato E7 ora E45 solo che il tracciato privilegiò la Valle del Savio anzichè la Valmarecchia.
Perché successe questo? Perchè, mentre i Riminesi si dimostravano piuttosto disinteressati, dall’altra parte lavoravano come i matti tre personaggi come Fanfani di Pieve Santo Stefano, Zaccagnini di Ravenna e Cappelli di Sarsina.
Oggi constato tristemente lo stesso disinteresse di fondo, da parte della “classe politica” di Rimini, nei confronti di un collegamento rapido, attraverso la Valmarecchia, per la Toscana ed il Centritalia.
Rimpiango quindi l’esuberante e lungimirante onorevole Giuseppe Giulietti, purtroppo morto nel 1953…….