Quanta arroganza nel nome del giovanilismo

Ago 5, 2022

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Ci sono due tipi di giovanilismo: quello che fa emergere i giovani, in genere costituito da loro. E quello proprio di gente di mezza età, che si spaccia per giovane, fa ampio uso della retorica giovanilistica, senza farla seguire da gesti reali. Del secondo tipo pare essere Azione di Carlo Calenda, un movimento (o partito, boh…) giovane perché nato da pochissimo, benché non siamo certi se avrà un futuro, dopo essersi alleato con il Pd.

Non pare, dalle candidature di cui si vocifera, che vi sia tutto questo spazio per i giovani, in ogni caso, la vice presidente di Azione, Giulia Pastorella, che giovane in effetti è, ha ironizzato su Berlusconi e sulla sua promessa che, con il centro-destra al governo, basterà inviare una raccomandata per aprire una attività. Noi ci saremmo soffermati sul fatto in sé, visto che in Italia, per iniziare un’intrapresa, serve una tale sequela di documenti, che se la promessa fosse attuata dovrebbe far gioire un partito come Azione, con tutta la sua retorica del «fare» – un po’ copiata dal Berlusconi d’antan.

Invece a Pastorella non è piaciuto che il Cavaliere abbia utilizzato l’esempio della raccomandata: qualcuno gli parli dell’esistenza della Pec e dello Spid, ha aggiunto. A parte che Berlusconi l’ultima raccomandata deve averla personalmente inviata nei primi anni Sessanta, era chiaramente un esempio per farsi capire: raccomandata, suona meglio di Pec e di Spid. Pastorella, che lavora per Zoom, crede forse che tutti parlino con il linguaggio da milanese imbruttito, infarcito da acronimi e da anglismi? Io stesso, che sono professore universitario, certo non giovane ma neppure anziano, ho provveduto a crearmi uno spid solo poche settimane fa: e ho pagato un servizio affinché lo facesse, altrimenti non sarei stato in grado.

Deridere indirettamente gli anziani, e soprattutto quelli che non vivono nelle grandi città, cioè la maggioranza, e che magari neppure sanno cosa sia uno Spid, è un nuovo punto nel programma di Azione? E meno male che Calenda, nel suo libro, sermoneggia su una società «troppo libera», in cui i «padri» avrebbero perduto autorità. I padri diventano poi anziani, sono i custodi della tradizione, quelli che trasmettono la memoria e il passato, senza il quale il presente e soprattutto il futuro non sarebbero che una nebulosa oscura. Sono quelli portati in spalla dai figli, come fa Enea con Anchise. Sono quelli che, per forza di cose, «sono indietro»: ma il loro essere indietro è proprio quel passato che ci trasmettono. Al contrario, sembra prevalere oggi un progressismo materialista, tutto infarcito di retorica della velocità. O, come probabilmente direbbe Pastorella, del fast e dello smart.


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