Quarant’anni fa l’addio al regista Elio Petri

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Dall’Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto, che ottenne il Gran premio speciale della giuria al Festival di Cannes e l’Oscar come miglior film straniero, a La classe operaia va in paradiso (1971), che nel 1972 si aggiudicò la Palma d’oro ancora sulla Croisette. Il 10 novembre 1982, esattamente 40 anni fa, moriva all’improvviso Elio Petri, uno dei registi più originali, caustici e anticonformisti del cinema italiano ma anche sceneggiatore e critico.
    Per l’anniversario Rai Teche gli rende omaggio con la pubblicazione – da giovedì 10 novembre su RaiPlay (www.raiplay.it/programmi/lemanisporche) – dell’unica regia televisiva del maestro: “Le mani sporche”, adattamento dell’omonima opera teatrale di Jean-Paul Sartre del 1948 con le musiche di Morricone. Andata in onda in tre puntate dal 14 al 19 novembre 1978, la miniserie rappresentò la prima partecipazione a un progetto della televisione per Mastroianni, che qui interpreta il protagonista. La pièce di Sartre, definita “commedia in sette quadri”, in realtà teso dramma politico, aveva suscitato aspre polemiche all’epoca della sua prima rappresentazione, nella Parigi del dopoguerra.
    Nato nel ’29 e cresciuto nella periferia di Roma in una famiglia di artigiani fu da sempre attratto da cinema e politica. Negli anni ’50 conobbe il regista Giuseppe De Santis, di cui diceva “il mio unico maestro del cinema è stato Peppe”, con cui collaborò a lungo. Nel ’61 esordì nella regia con il giallo L’assassino, con Marcello Mastroianni con il quale collaborò più volte (anche per “La decima vittima”, “Todo modo”, “Le mani sporche”). Arrivano poi I giorni contati (1962) con Salvo Randone e poi la commedia dolceamara Il maestro di Vigevano (1963), dal romanzo di Lucio Mastronardi, interpretata da Alberto Sordi, che gli fece ottenere il favore del grande pubblico.
    Con A ciascuno il suo (1967), tratto dal romanzo omonimo di Leonardo Sciascia, inizia la collaborazione con lo sceneggiatore Ugo Pirro ma soprattutto con il suo attore prediletto Gian Maria Volonté, che diresse anche in Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto (1970) con cui vinse l’Oscar miglior film straniero, La classe operaia va in paradiso (1971), e Todo modo (1976). (ANSA).
   


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