Quei giornali rimasti fermi al Ventennio

Lug 29, 2022

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Test: provate ad aprire le finestre di casa, nella strada sottostante non vedete squadracce di aitanti camerati in camicia nera, vessilli con fasci littori e giovani che saltano infoiati in cerchi infuocati? Bene, anzi benissimo. Non avete ancora le allucinazioni, il sole rovente della campagna elettorale estiva non vi ha ancora rimbambito. Perché, ormai è abbastanza ovvio, per la sinistra quello del fascismo incombente è un miraggio, come l’oasi nel deserto per il viandante. L’unico salvagente che può salvarla dal naufragio nelle urne. Un pericolo – quello del ritorno dei mussoliniani – assolutamente inesistente. Tuttavia, leggendo i giornali, si rimane vagamente storditi e si mette subito mano al calendario: che anno è? Che giorno è? E non c’entra Lucio Battisti, che tra l’altro pensano che sia fascista pure lui, quindi per sicurezza è meglio lasciarlo stare e non intorbidire ulteriormente le acque, che poi ci vuole un attimo a passare dal mare nero all’onda nera di Casapound.

Il problema è che oggi – luglio 2022 – i quotidiani parlano di fascisti e camicie nere, con una frequenza superiore a quella del Popolo d’Italia durante la direzione dei due fratelli Mussolini, Benito e Arnaldo, che però avevano qualche ragione per discettarne.

Ma erano gli anni Venti, del Novecento.

Bene, vediamo qualche numero, giusto per capire la portata di questa opera di disinformazione: dall’inizio di questa settimana a ieri sui giornali nazionali la parola fascismo è stata pubblicata ben 91 volte, i termini fascista o fascisti 99. Per un totale di 190 volte. Per fare un esempio: il termine siccità – problema decisamente più attuale – è stato citato solo 106 volte, immigrazione 125. Per tornare alle categorie del Novecento, la parola «comunismo», pur esistendo in Italia ancora qualche microscopico partito che aderisce all’ideologia, nello stesso arco di tempo compare 21 volte. Come è giusto che sia. Invece, a giudicare da questo piccolo sondaggio, sui giornali e tra i politici sembra che l’inverosimile ritorno dei nipotini del Duce sia la priorità assoluta della agenda del Paese: una fotografia perfetta della divaricazione tra campagna elettorale e realtà.

Ps. In questo articolo – comprese quelle che state per leggere – le parole fascismo, fascista e fascisti sono state usate dieci volte. Ma, d’altronde, se ne parlano ossessivamente i politici di sinistra, possiamo tacerne noi? No, ci accuserebbero di censura fascista e saremmo in un cul de sac. (E con questa siamo a quota 200).


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