Quei tristissimi anti americani

Mag 12, 2022

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    Abbiamo sempre pensato che peggio dell’antiamericanismo di sinistra ci fosse solo quello di destra. Per fortuna fino a qualche anno fa si trattava di un fenomeno catacombale, proprio di certo tardo fascismo e di qualche oltranzista cattolico. Purtroppo però, negli ultimi tempi, il sentimento pare cambiato e temiamo che una frase agghiacciante come quella pronunciata dal ministro degli Esteri russi Lavrov («finirà il mondo dominato dagli Usa») trovi simpatia non solo all’estrema sinistra ma anche presso elettori del centro destra. Un timore confermato da una recente indagine Demos: assieme agli elettori grillini, quelli del centro destra sarebbero i più recalcitranti al sostegno dell’Ucraina e i più sospettosi nei confronti degli Usa. Se cosi fosse, sarebbe una clamorosa rottura con la storia dei moderati italiani: il popolo conservatore è sempre stato fortemente filo americano, in quanto anticomunista, fin dalla sua fondazione, nel 1948; in nessun altro paese occidentale del resto i partiti pro Usa ottennero quasi i tre quarti dei consensi. Un legame con gli Stati Uniti sempre solido durante la guerra fredda ma anche successivamente, nell’età dell’unipolarismo Usa, il berlusconismo fu anche e soprattutto fortemente filoamericano, con Bush sicuramente, ma in fondo anche negli anni controversi di Obama. Essere pro americani voleva dire non solo sposare la filosofia della libertà e dell’individuo, ma anche il libero mercato e la civiltà dei consumi: nessuno di questi aspetti separabile l’uno dall’altro. Gli Stati Uniti e il mondo sono cambiati ovviamente ma il nesso tra libertà, pluralismo, mercato e consumo sono ancora i pilastri dell’Occidente e vanno difesi con le unghie e con i denti, contro le tendenze collettivistiche della sinistra di matrice socialista ma anche contro i Dispotismi orientali che si ammantano di «conservatorismo», come quello putiniano. Un popolo di destra moderata, liberale e conservatrice, ostile l’America, è perciò un totale controsenso. Questo dovrebbero ripetere ogni giorno Salvini e Meloni, ai loro militanti ed elettori. Se non lo fanno, o molto poco, è perché il blocco sociale un tempo berlusconiano non c’è più: oggi è stato sostituito da un popolo impoverito, impaurito, un po’ chiuso su se stesso, in cerca di protezione e di assistenza, a cominciare da quella economica, troppo sensibile alla demagogia e soprattutto a credere che libertà, mercato e consumo siano istituzioni di cui diffidare: e che gli Stati Uniti, che quei valori rappresentano, non siano più tanto amici. Quando in realtà è esattamente vero il contrario: e Draghi, l’amerikano, lo ha capito benissimo.


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