Quella sinistra sempre pronta a far divenire dogma il pregiudizio

Nov 12, 2021

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    Una sentenza di primo grado non può essere un marchio d’infamia, ma offre una prima verità. Il metodo Bibbiano purtroppo esisteva. C’era una rete di soggetti ad alta specializzazione: avrebbero dovuto soccorrere come angeli le famiglie in crisi e invece toglievano le ali all’innocenza, portando via i bambini in difficoltà. Dolore & menzogne. È questo il tratto che affiora: i padri e le madri nuotavano fra disperazione e vergogna, venivano accusati di turpi abusi mai commessi, perdevano i figli in un mare di lacrime solcate solo dalla loro solitudine. I bambini denunciavano crimini mai avvenuti: c’era, al di là delle responsabilità personali in gran parte ancora da accertare, un sistema malato che fabbricava abusi e ruotava intorno allo studio Hansel&Gretel di Torino. È quello che aveva descritto con parole fortissime il gip di Reggio Emilia: una bambina era diventata «una sorta di cavia nell’ambito della psicoterapia specialistica» e Claudio Foti ne avrebbe «alterato lo stato psicologico ed emotivo attraverso domande suggestive». Il risultato di questa scuola? «Convinceva la minore – è la conclusione sconvolgente – dell’avvenuta commissione dei citati abusi». Se questo è avvenuto, quante volte è accaduto? Questo è il quesito pesantissimo che ci rotola addosso. Sappiamo che c’erano gli esperti di Hansel&Gretel anche nella Bassa modenese sul finire degli anni Novanta quando scoppiò un’inspiegabile epidemia di violenze domestiche dentro famiglie piatte come un’ostia. Solo che allora i giudici condannavano come mostri genitori smarriti come pulcini. Chi scrive si oppose, con pochi altri, a quel massacro: era evidente che qualcosa, anzi molto non tornava, in quella interminabile catena di racconti agghiaccianti. Oggi sappiamo che c’era lo zampino degli psicologi e dei Servizi sociali, oggi sappiamo che quelle confessioni spaventose erano state inventate, come ha svelato qualche presunta vittima oggi ormai adulta, oggi quei genitori vengono riabilitati, anche alla memoria perché l’eccesso di dolore spezza una persona. Bibbiano è figlio di quella cultura sciagurata e di quella presunzione di colpevolezza, avallata acriticamente da una parte della sinistra imbevuta di statalismo e rapidissima nel trasformare in dogma il pregiudizio. I processi ci diranno di più sugli operatori, ma certi meccanismi sono stati messi a nudo e svelati. Non ci fosse stata la politica a mettere in modo maldestro il suo cappello su questa storia, tutto sarebbe più limpido. E meno divisivo in un Paese che non dovrebbe schierarsi pure sul destino dei piccoli innocenti.


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