Qui Londra, ‘vive Macron, alleato contro Putin’

Apr 25, 2022

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    Sul dopo Brexit – dalla pesca al dossier immigrazioni – non erano mancate le frizioni. Ma per Boris Johnson non c’è dubbio: Emmanuel Macron, oggi come oggi, è il migliore presidente possibile della Francia, paese vicino all’isola sulla sponda opposta della Manica, alleato storico e unico partner Nato (Usa a parte) ad avere come il Regno un proprio deterrente nucleare autonomo e lo scranno di membro permanente del Consiglio di Sicurezza dell’Onu con diritto di veto. Il messaggio del premier Tory, “rassicurato” secondo le sue parole per la rielezione di Macron nel ballottaggio con Marine Le Pen, non avrebbe potuto essere più chiaro. Prima le congratulazioni a caldo, recapitate ieri in francese; poi la sottolineatura esplicita, oggi, del sollievo per la conferma dell’inquilino dell’Eliseo come elemento di garanzia sull’allineamento di Parigi “all’Occidente” dinanzi all’invasione russa dell’Ucraina e di affidabilità nella sfida “contro” Vladimir Putin (a paragone delle tante incognite suggerite dai rapporti passati fra madame Le Pen e il Cremlino). La vittoria di Macron “è molto importante” per gli alleati occidentali, che in questo momento “possono contare” su di lui e sul suo atlantismo nella risposta a emergenze di politica internazionale come la guerra in Ucraina, ha detto BoJo a chiare lettere ai reporter che lo interpellavano sul risultato del voto francese a margine d’una visita a Bury, in Inghilterra. Non senza lasciar intendere di considerare sostanzialmente alla stregua di un gioco delle parti – tipo poliziotto ‘buono’ e poliziotto ‘cattivo’ – i ruoli diversi che Londra e Parigi si sono date dal 24 febbraio in avanti: suggellati dalla collocazione di Johnson al fianco di Joe Biden nella linea dura su sanzioni anti Mosca e forniture di armi a Kiev, nonché nella veste di amico numero 1 in Europa di Volodymyr Zelensky; e da quella del collega francese nei panni d’esploratore di un qualche residuo canale di comunicazione diretta comunque aperta con lo zar. “Non è corretto – ha premesso BoJo – commentare le elezioni di un Paese amico; ma posso sottolineare come sia molto, molto importante il fatto che con Emmanuel siamo stati capaci di lavorare a stretto contatto sull’Ucraina in queste ultime settimane e mesi. E che condividiamo una prospettiva comune sul valore vitale dell’unità dell’Occidente e della Nato per fronteggiare Putin”.


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