Reddito di cittadinanza. Scoperta truffa a Torino

Ago 4, 2022

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Un sistema per far percepire indebitamente il reddito di cittadinanza a cittadini stranieri che dichiaravano di risiedere a Torino, ma che invece continuano a vivere all’estero. Una truffa da oltre 1,4 milioni di euro è stata scoperta dalla Guardia di Finanza del capoluogo piemontese che ha portato a cinque misure cautelari, una agli arresti domiciliari, a carico di un dipendente di un patronato, e quattro obblighi di firma nei confronti di cittadini romeni. Le indagini coordinate dalla Procura di Torino hanno consentito di individuare una dipendente del patronato Enasc/Caf Unsic che avrebbe inoltrato numerose richieste al portale Inps (in foto il presidente Pasquale Tridico), finalizzate a consentire l’indebita erogazione del reddito. Domande in cui, secondo gli inquirenti, almeno 314 persone, prevalentemente cittadini romeni, avevano dichiarato falsamente di risiedere sotto la Mole, per beneficiare beneficiato del reddito. La donna, insieme al marito, utilizzando documenti e dichiarazioni false, presentava le istanze senza che ci fosse il requisito previsto dalla normativa di risiedere da almeno dieci anni in Italia di cui gli ultimi due in modo continuativo. A coadiuvarli c’erano i quattro romeni che facevano da collettore tra la coppia e i beneficiari della prestazione. Oltre alla misure cautelari il Gip ha emesso anche un decreto di sequestro preventivo a carico della dipendente del patronato di 7.850 euro, considerato profitto della truffa. Per l’accusa il totale delle somme indebitamente percepite, allo stato attuale, ammonterebbe a circa 1,4 milioni di euro, mentre sono al vaglio le posizioni di altri 3mila percettori del reddito di cittadinanza, nei cui confronti sono in via di esecuzione specifici approfondimenti.


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