Referendum, Renzi chiede rispetto per il popolo del Sì: “L’ironia? Fino a ieri silenzio di tomba”

Giu 13, 2022

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    “C’è una parte del Paese che vuole più attenzione alla giustizia. Sono sette milioni di persone. Se pensate di cavarvela prendendole in giro, non avete colto quanto grave sia la situazione”. Il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, critica chi all’indomani del voto referendario grida al flop con fare canzonatorio. Quel 20,9 per cento di italiani che ha scelto di recarsi alle urne nonostante tutto merita rispetto, è il ragionamento dell’ex premier. È un “popolo” che chiede di inaugurare una stagione di rinnovamento, a partire proprio dalle riforme, come quella della giustizia. “Leggo tanta ironia contro chi è andato a votare per il referendum sulla giustizia, pur sapendo che raggiungere il quorum era praticamente impossibile, dopo che i quesiti più sentiti (dall’eutanasia alla cannabis, fino alla responsabilità civile) erano stati respinti. Mi sembra ingeneroso”, commenta.

    Prendere in giro i sette milioni di italiani che “hanno chiesto di dare priorità a una riforma della giustizia vera” solo “per attaccare uno dei promotori è assurdo”. Il leader di Italia Viva non vuole difendere Salvini. “Non gli risparmio nulla durante gli eventi di questi giorni, a cominciare dalla storia del viaggio in Russia”, dice. Ma invoca più attenzione nei confronti di chi chiede all’Italia di cambiare. “C’è stato un silenzio di tomba sul referendum per mesi da parte di quegli stessi media che oggi gridano al flop”, attacca. E paragona il risultato del voto di ieri a quello del referendum abrogativo sulle trivelle di sei anni fa: “Non ha raggiunto il quorum nemmeno quello, fermandosi al 30 per cento. Ma nessuno ha gridato al flop, anzi: tutti a dire che c’era comunque una parte del Paese che voleva più attenzione all’ambiente”.

    L’obiettivo è quello di continuare la “battaglia per una giustizia giusta” in Parlamento. “Una riforma ci vuole. E non è la riforma Cartabia”, chiarisce rimandando al dibattito di giovedì prossimo in Senato. L’obiettivo è quello di “dare una casa seria e decisiva per il futuro del Paese” a quei milioni di persone che hanno votato sì. Renzi analizza anche il risultato delle amministrative: “Siamo decisivi nell’elezione al primo turno di tanti sindaci, da Bucci a Genova fino a Giordani a Padova”. “Dove non andiamo al ballottaggio facciamo risultati splendidi”, continua parlando del 17 per cento conquistato da Cosimo Ferri a Carrara. “Bene – ha aggiunto – anche i candidati che sosteniamo con scelte civiche, da Flavio Tosi che a Verona fa il 25%, fino a storie meno conosciute ma presenti in tutta Italia da Guidonia a Chiavari”.

    L’ex premier critica ancora una volta l’alleanza tra Pd e pentastellati, evidenziando il sorpasso di Italia Viva sul M5S per numero di sindaci eletti. Il dato, oltre alla vittoria del centrodestra, sottolinea Renzi, è che “il grillismo è finito, con le liste di Conte che fanno il 5% a Genova, il 4% a Taranto oppure l’1% a Padova”. “Se fossi ancora un dirigente del Pd, mi porrei il tema di fare un’alleanza col centro riformista (che fa buoni risultati sia coi nostri candidati che con quelli di PiùEuropa/Azione) anziché coi grillini”, è la stoccata ai Dem.

    Intanto, la politica si interroga sulla revisione dell’istituto del referendum alla luce dei dati sulla partecipazione al voto. Tra le proposte in campo ce n’è una su tutte: quella della modifica del meccanismo del quorum, per incentivare i cittadini a recarsi alle urne.


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