• Regina, il tributo dei giornali, ‘il dolore è prezzo dell’amore’

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     “Il dolore è il prezzo dell’amore”.    E’ l’epitaffio – parafrasato dal messaggio che Elisabetta II indirizzo al popolo americano dopo la tragedia dell’ 11 settembre 2001 – che il Daily Telegraph dedica oggi alla memoria della sovrana scomparsa ieri all’età di 96 anni. In un panorama di prime pagine dominate come è ovvio dalla figura di Sua Maestà: ritratta alternativamente in pose regali solenni giovanili o in immagini più recenti, segnate da un sorriso sul volto maturo.
        Il tributo è unanime, anche se declinato in forme diverse. Più emotivo sui tabloid, più meditato sui giornali d’opinione.
        Fra i primi spiccano i titoli senza mezze misure del Daily Mail (‘I nostri cuori sono a pezzi’) o del Sun (‘We loved you Ma’am’); mentre il Mirror si limita a un ‘Grazie’ a tutta pagina, l’Express annuncia la morte della “nostra amata Regina” e persino il Daily Star, foglio sensazionalista sempre a caccia di scandali nella famiglia reale, s’inchina a colei che “ha fatto il suo dovere”.
        Fra i secondi, il Times sintetizza il lascito di Elisabetta II come quella di “Una vita di servizio”; e nel suo articolo portante scrive: “La storia darà il suo verdetto definitivo con il passare del tempo, ma è difficile non pensare che ella sarà ricordata nient’altro che come uno dei più grandi monarchi della nostra storia”.
        Il progressista Guardian concepisce a sua volta la prima pagina come una sorta di lapide, con l’immagine della regina raffigurata nel fulgore della sua regalità, e sotto le date di nascita e morte (21 aprile 1926-8 settembre 2022); mentre all’interno riflette sul fatto che i cambiamenti dettati dalla modernità nei 70 anni di regno della figlia di Giorgio VI non permetteranno di fissare questo tempo forse come una “era elisabettiana”, al contrario di quanto accaduto per l’era cosiddetta “vittoriana” segnata nell’800 in modo incombente dalla figura di un’altra sovrana britannica assai longeva, la regina Vittoria. E tuttavia riconosce a Elisabetta II di aver svolto in modo “largamente irreprensibile la parte di una moderna monarca costituzionale”.
       


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