Regione. Cia e Università Telematica Pegaso: Academy online per la formazione dei giovani agricoltori 4.0

Mag 19, 2021

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    Cia e Università Telematica Pegaso: Academy online per la formazione dei giovani agricoltori 4.0

    Pagliarani, coordinatore dei Giovani Agricoltori di Cia Romagna: “Sempre più importante la figura dell’imprenditore agricolo come produttore e come formatore”

    19 maggio 2021 – Una Academy online dedicata alla formazione di nuove figure professionali nel settore agroalimentare. È questo l’obiettivo dell’accordo tra l’Università Telematica Pegaso e Cia-Agricoltori Italiani, siglato nella sede nazionale dell’Universitas Mercatorum. La partnership prevede la pianificazione di attività di alta formazione e di aggiornamento specialistico, finalizzate alla creazione di figure professionali ad hoc, tali da agevolare l’accesso diretto al mondo del lavoro agricolo. Attraverso la regia di un Comitato tecnico scientifico che individuerà i nuovi fabbisogni formativi e organizzativi degli imprenditori agricoli, l’Academy fornirà percorsi didattici aventi valore legale, spendibili in termini di riconoscimento di Crediti Formativi Universitari (CFU) e come aggiornamento professionale.

    Matteo Pagliarani, coordinatore dell’Associazione Giovani Agricoltori Italiani della Cia della Romagna (Agia-Cia), afferma: “Come Agia nazionale e territoriali abbiamo sempre avuto fra i principali obiettivi l’informazione e la formazione di tutte le figure: cittadini, consumatori, agricoltori. Questo accordo dimostra come sempre più l’Organizzazione stia ricercando formazione professionale. Questa nuova collaborazione con l’Università Telematica Pegaso fa capire quanto Cia cerchi di stare al passo del cambiamento e quanto in futuro possa essere centrale la figura dell’imprenditore agricolo come produttore e come formatore, in tutti i settori della produzione. In questo accordo, un membro cruciale può essere sicuramente l’ente di formazione interno di Cia, l’Associazione Agricoltura è vita”.

    Anche grazie a questo accordo Cia vuole incrementare l’avvicinamento dei giovani all’impresa rurale, promuovendo la tutela del lavoro agricolo quale elemento primario per il sostentamento ed il benessere generale, nonché elemento idoneo a migliorare la competitività sui mercati delle aziende agricole, attraverso la riqualificazione, la formazione e il coinvolgimento partecipato degli operatori del settore.

    Saranno attivati stage e tirocini attraverso convenzioni con aziende, istituzioni, enti pubblici e privati operanti nel settore primario, finalizzati all’inserimento nel mondo del lavoro, nonché all’acquisizione di esperienze pratiche certificate per arricchire il proprio curriculum personale. “Il renderci disponibili ad ospitare nelle nostre aziende queste figure è centrale come obiettivo – sostiene Pagliarani – Rappresenta un’ulteriore qualificazione del percorso formativo e al tempo stesso è una grande opportunità per chi ospita perché le cose belle nascono quando si unisce la ricerca con la parte pratica e possono emergere belle scoperte e collaborazioni. Spero che questi giovani possano diventare portavoce dell’Associazione e del mondo imprenditoriale sia maschile sia femminile. Per noi piccole e medie imprese è importante poter collaborare a questi percorsi formativi”.

    QUALCHE DATO SULLE IMPRESE AGRICOLE GIOVANILI IN ROMAGNA

    Nel 2020, in termini di variazione annua rispetto al 31.12.2019, si registra una diminuzione delle imprese giovanili attive nella maggior parte dei principali settori. In crescita, invece, l’Agricoltura. Al 31.12.2020 le imprese agricole giovanili in Romagna, nelle province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini erano complessivamente in valore assoluto 578: 225 nel forlivese-cesenate (+0,4%), 113 nel riminese (+5,6%) e 240 nel territorio provinciale ravennate (+1,8%).

    Per imprese giovanili si intende l’insieme delle imprese in cui la partecipazione di persone ‘under 35’ risulta complessivamente superiore al 50% mediando le composizioni di quote di partecipazione e cariche attribuite.

    Fonti: Camera di Commercio della Romagna e Camera di Commercio di Ravenna.