Regione. Donne povere fatte abortire per produrre vaccini: messa shock del parroco

Donne povere pagate per farsi ingravidare e fatte poi abortire, così da avere feti vivi da fare a pezzi e usati dagli scienziati per produrre i vaccini. Questo lo sconcertante racconto fatto da un sacerdote cesenate, don Paolo Pasolini, durante la messa che ha celebrato domenica mattina nella chiesa di San Rocco. Una bufala che circola già da tempo con insistenza tra i no-vax ed è stata ripetutamente smentita, documentazione alla mano, dagli scienziati e dalle case farmaceutiche. Il vescovo della diocesi di Cesena Sarsina, Douglas Regattieri, dal canto suo di fronte all’incredibile omelia, richiama la “linea” vaticana contro le tesi di don Paolo, spiegando di “condividere la posizione che è contenuta in una nota della Congregazione per la dottrina della fede del 21 dicembre scorso”. Si tratta di un pronunciamento proprio su questo tema, per placare discussioni che stavano divampando tra alcuni cattolici. “Quando non sono disponibili vaccini contro il Covid-19 eticamente ineccepibili – ha chiarito quell’organismo della Chiesa, al punto 2 di quella nota – è moralmente accettabile utilizzare vaccini anti Covid-19 che hanno usato linee cellulari provenienti da feti abortiti nel loro processo di ricerca e produzione”.