Regione. E. Romagna in arancione, oggi si decide: ecco la situazione. Intanto gli esperti chiedono un lockdown nazionale

Emilia Romagna: oggi è atteso il nuovo monitoraggio dell’Istituto superiore di Sanità e del ministero della Salute, che prende in considerazione i famosi 21 parametri. Due dati, più di altri, spiccano: l’indice Rt, che oscilla pericolosamente attorno all’1 (che è la soglia limite oltre la quale si finisce in zona arancione, 1.25 per la rossa) e la tenuta degli ospedali. In questo contesto, influisce la preoccupazione per il dilagare della variante inglese, che in Emilia-Romagna è stimata attorno al 40%.

Intanto gli esperti chiedono un lockdown nazionale, come quello di marzo, il neo premier Mario Draghi studia l’ipotesi di un blocco soft solo nel week-end, in tutta Italia, sulla falsariga del Natale, ed è già al lavoro per snellire il Comitato tecnico scientifico e creare una Cabina di regia di ministri. Difficile tuttavia immaginare che il neo insediato primo ministro, espressione del mondo economico, fermi di nuovo un intero Paese, seppur per qualche settimana.

La situazione delle Regioni oggi

Ad oggi, in base all’ultima ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza del 13 febbraio, la situazione delle Regioni è questa:

  • zona gialla: Calabria, Campania, Basilicata, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna, Valle d’Aosta, Veneto;
  • zona arancione: Abruzzo, Liguria, Toscana, Provincia Autonoma di Bolzano, Provincia autonoma di Trento, Sicilia, Umbria.
  • zona rossa: nessuna Regione.

Due Regioni sperano nella zona bianca

Venerdì 19 febbraio il nuovo monitoraggio Iss potrebbe riservare delle sorprese, alcune attese altre decisamente meno. Ben due Regioni sperano nella zona bianca, che ad oggi non si è mai vista: si tratta della Sardegna e della Valle d’Aosta.

Nelle ultime ore il presidente Christian Solinas non ha nascosto l’ottimismo, sottolineando il grande risultato dello screening di massa che si sta svolgendo sull’isola, con dati Covid “in netto miglioramento”. Se l’indice di trasmissibilità Rt fosse sotto lo 0.5, la zona bianca sarebbe certa: la speranza del governatore sarebbe entrarci e rimanerci anche nei prossimi mesi, così da “garantire al sistema economico-produttivo certezze e possibilità di recupero dopo le perdite dell’ultimo anno”.

Anche in Valle d’Aosta potrebbero riaprire impianti di sci, cinema, terme e quant’altro, e si tornerebbe quasi alla vita normale.

Le Regioni che rischiano la zona arancione e rossa

Sei Regioni invece rischiano di passare in zona arancione, una persino in rossa: l’Abruzzo. La nuova ordinanza del ministro Speranza, riconfermato nel governo Draghi, dovrebbe essere in vigore da domenica 21 o al più tardi da lunedì 22. È probabile che perdano la fascia gialla, e finiscano nella più restrittiva arancione:

  • Emilia-Romagna
  • Friuli-Venezia Giulia
  • Lazio
  • Lombardia
  • Marche
  • Piemonte

Altre 4 Regioni e Province autonome dovrebbero rimanere in zona arancione, dove già si trovano:

  • Abruzzo
  • Liguria
  • Provincia di Trento
  • Umbria.

Si rischiano anche molte chiusure selettive e locali nelle Regioni, come accaduto in Umbria, Abruzzo e Lombardia. La Regione guidata da Fontana ha decretato quattro zone rosse colpite dalle varianti Covid: Bollate (Milano), Mede (Pavia), Castrezzato (Brescia) e Viggiù (Varese).